La Cisl: «Rischio di un nuovo caso esodati dalle società partecipate»
«Le società a partecipazione pubblica rappresentano uno schema diffuso in Abruzzo e Molise, ma non sempre rispondono a condizioni di efficienza e a risultati gestionali positivi, determinando un...
«Le società a partecipazione pubblica rappresentano uno schema diffuso in Abruzzo e Molise, ma non sempre rispondono a condizioni di efficienza e a risultati gestionali positivi, determinando un aumento delle tasse per l'utenza e problemi nei bilanci». Lo ha detto il segretario della Cisl AbruzzoMolise, Maurizio Spina, sottolineando che il sindacato «ha sempre sostenuto un'azione riformatrice che si è scontrata e si scontra con difficoltà culturali e atteggiamenti campanilistici». L'occasione per fare il punto della situazione è stato il convegno “Riforma Madia: quale futuro per le partecipate in Abruzzo e Molise?”, promosso dal sindacato a Pescara e al quale ha partecipato, fra gli altri, il segretario confederale della Cisl, Giovanni Luciano.
Le partecipate in Abruzzo rappresentano il 3% delle società: più di 6mila addetti impiegati con contratto stabile, ai quali si aggiungono i lavoratori con contratti di collaborazione. In Molise quasi una società su 100 è a partecipazione pubblica, con più di 400 lavoratori assunti in Abruzzo. «Stiamo rischiando di creare un nuovo caso “esodati”», ha aggiunto Giovanni Luciano, «ad oggi non abbiamo numeri certi sul personale in esubero e non ricollocabile dopo il processo di riforma previsto dal Decreto 175/2016».

