La fune d’acciaio che salva la vita

23 Maggio 2019

Pettinari (M5S) presenta la proposta di legge contro gli incidenti sul lavoro

PESCARA. Una fune d’acciaio obbligatoria può salvare tante vite. È una proposta di legge dei 5 Stelle. Il lavoro è un diritto costituzionalmente garantito, ma di lavoro si muore e di frequente. Lo dimostrano i dati diffusi dall’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro.
DATI ALLARMANTI. Nel corso del 2018 si riscontra un aumento di incidenti sul lavoro, rispetto al 2017, dello 0,9%. Nei primi mesi del 2019 sono già numerose le morti bianche sui luoghi di lavoro, come ci racconta anche la cronaca di tutti i giorni.
Sempre dall'indagine si apprende che le Regioni del Sud risultano in testa per l'incidenza degli infortuni con esito mortale. E le quattro Province d’Abruzzo nella classifica stilata non godono sicuramente di una situazione virtuosa, considerato che Pescara e L'Aquila si piazzano ai primi posti, rispettivamente al 10° e al 12°, mentre Chieti e Teramo, si posizionano a metà classifica, rispettivamente al 49° e 51° posto. Solo nel 2018 in Abruzzo sono stati certificati 12.089 infortuni, dei quali 19 mortali. Dati che hanno interessato il vice presidente del Consiglio regionale, Domenico Pettinari che, ieri mattina, insieme all’attivista Berardo Di Giandomenico in conferenza stampa ha illustrato la proposta di legge del M5S “Norme in materia di tutela e prevenzione dai rischi di caduta dall'alto”, di cui è il primo firmatario.
CARENTI. «La Regione, dal punto di vista normativo sulla sicurezza dei lavoratori è carente», spiega Pettinari. «Il legislatore nazionale pone le basi normative nella legge 81/2008 ma la Regione può dotarsi di un testo che regolarizzi la posizione dei lavoratori anche, e soprattutto, verso quei progetti che hanno bisogno di autorizzazione della pubblica amministrazione per la loro realizzazione», premette il consigliere regionale.
«La nostra proposta, infatti, va ad intervenire sulle norme che consentono di mettere in sicurezza il lavoratore durante lo svolgimento delle attività in luoghi pericolosi, nello specifico i lavori effettuati in quota, attraverso sistemi di ancoraggio salvavita che proteggano caso di caduta (vedi la foto, ndr). Sono tantissimi gli operai che svolgono la loro attività nei cantieri pubblici e privati della nostra regione» continua Pettinari, «e che rischiano la vita ogni giorno senza che nessuno li tuteli dai rischi. Quello che noi vogliamo stabilire è che per tutti gli interventi in materia edilizia, che prevedono la realizzazione di lavori a un’altezza superiore a 2,5 metri, sia realizzato un percorso che consenta il trasferimento in sicurezza dell’operatore».
RESTA FISSA. Parliamo di una fune in acciaio d’ancoraggio permanente, installata cioè in modo non rimovibile, non trasportabile e non temporanea. «Tale sistema», aggiunge il pentastellato, «deve contenere le indicazioni progettuali, la elaborazione di calcolo e verifica strutturale del sistema di fissaggio e ancoraggio, le certificazioni di conformità, i manuali tecnici e le indicazioni sulla manutenzione periodica secondo le norme tecniche e ogni altra informazione necessaria ai fini della tutela e prevenzione dei rischi di caduta dall’alto».
Per il consigliere dei 5 Stelle, la documentazione sulla corretta installazione del sistema di ancoraggio «sarà propedeutica per il rilascio delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente, al fine di scoraggiare qualunque forma di rischio per le cadute da piani rialzati. E in assenza di essa sarà predisposto il blocco immediato delle autorizzazioni».
FORMATI. La Regione, sempre secondo la proposta di legge del Movimento 5 Stelle, dovrà inoltre avere il compito di formare le aziende e i tecnici sull’utilizzo e l’installazione del sistema di ancoraggio. «L’obiettivo finale è quello di cercare di rendere il lavoro in quota più sicuro, poiché se il cittadino ha il diritto e dovere di lavorare, come recita anche il nostro primo articolo della Costituzione, sicuramente questo non può rappresentare per lo stesso causa di morte», conclude Pettinari. (c.s.)