La giornata del volontario? «Donare il tempo agli altri»

Pescara, in migliaia sfilano alla presenza del capo del dipartimento Curcio «Quando c’è un’emergenza, gli abruzzesi sono sempre in prima linea»
PESCARA. Nessuno si senta offeso, come canta De Gregori, però la storia siamo noi. Anzi, sono loro: “I migliori di tutti noi”, titolo della Prima giornata regionale del volontariato, organizzata da Protezione civile e Regione Abruzzo, ma anche descrizione icastica dei diecimila volontari che hanno attraversato il centro di Pescara nel corso della manifestazione.
Un fiume umano impressionante nella sua portata di generosità. Una grande massa che, vista più da vicino, appare fatta di tanti sorrisi, dedizione, vicende umane diverse eppure simili, giacché hanno condotto tutte sotto lo stesso sole primaverile a piazza Salotto, prima, per il saluto delle autorità, e poi in piazza Mediterraneo, per le esercitazioni di salvataggio.
Dai soccorsi in mare con elicottero e cani da salvataggio, fino all'utilizzo di Elfo 4, nuovo mezzo antincendio per raggiungere le fiamme anche nei luoghi più impervi e alle pendenze più estreme. Passando persino per il rifocillamento di qualche cronista con una mezza minerale e qualche panino con la frittata. Se ne occupa una volontaria di Montesilvano, ed è l'occasione per parlare con il loro gruppo. Andrea Gallerati, il giovane presidente, ha iniziato a fare volontariato nel 2005. «Durante l'inverno di quell'anno la nostra regione fu colpita da abbondanti nevicate fino alla costa, con problemi di viabilità e paesi isolati. All'epoca ero volontario in ferma breve nell'Esercito e fummo chiamati a supportare le amministrazioni locali e le organizzazioni di volontariato. Stare a contatto con quel mondo, aiutare le persone che stavano vivendo quel disagio ha accresciuto in me il desiderio di continuare a fare la stessa cosa come volontario della Protezione civile. Oggi a Montesilvano» prosegue Andrea con fierezza «contiamo cinquanta volontari e siamo gli unici a livello regionale a fornire un servizio estivo specifico in bicicletta. Tutti i fine settimana operiamo sui litorali costieri di Pescara e Montesilvano con personale formato a livello sanitario».
Mauro D'Ubaldo, 67 anni, presidente della Cives Teramo, racconta invece la sua lunga esperienza come volontario. «Ho iniziato agli albori dell'associazione. Dipendevamo allora dalla Prefettura e io ebbi la tessera di volontario numero due» ricorda sorridendo. Ma chi è essenzialmente un volontario? «È colui che dedica il proprio tempo libero al servizio degli altri. Non riceve compensi ma riceve il bene più grande di tutti. Quando dopo un intervento un cittadino mi ringrazia sento che ciò vale molto di più di tanto denaro». Parole che acquistano ancora più forza quando passa a esempi concreti.
«Erano le 12 e 30 del sei aprile 2009 a L'Aquila. Avevamo da poco estratta viva una ragazza teatina, una studentessa di ingegneria, sepolta per sei ore sotto le macerie di due piani condominiali. La lasciammo in ambulanza senza più sapere nulla di lei e delle sue condizioni. Dopo un po’ di tempo, a seguito di alcuni notizie apparse sulla stampa, riuscii ad apprendere il suo nome. Oggi festeggiamo insieme tutti i suoi compleanni».
Sandro Milone, 63 anni, da poco in pensione, è volontario nel Gran Sasso Soccorso dell'Aquila. «Ho iniziato più di trentacinque anni fa» racconta smontando una tenda da campo di nuova generazione «più confortevole e veloce da montare» ci spiega. «Per tanto tempo sono stato nell'Associazione Nuova Acropoli, di cui era presidente nazionale mio cugino Sandro Spagnoli, deceduto nel sisma del 2009. Insieme avevamo prestato soccorso durante tante emergenze, da San Giugliano di Puglia a Valona. Con lui se ne sono andati anche mia nipote e i miei zii. Dopo il terremoto ho deciso di cambiare associazione. Tutto, in quella dove avevo sempre prestato il mio aiuto, mi ricordava loro. Non riuscivo più a fare niente. Qui nella Gran Sasso Soccorso ho potuto voltare pagina e proseguire la mia attività. Facciamo interventi con le motoslitte sulla neve e io mi occupo della manutenzione dei mezzi».
Anche per Eugenio Nardis e Silvestro D'Antonio il terremoto aquilano ha rappresentato uno spartiacque esistenziale. «In quei giorni abbiamo toccato con mano la solidarietà degli altri nei nostri confronti» ricorda Silvestro. «In piena emergenza andai insieme ai fuoristrada della Protezione civile di Bolzano all'Iper di Colonnella. Tornammo indietro carichi di ogni bene. Un autotrasportatore di mele ci regalò una trentina di casse colme. Dopo quell'esperienza abbiamo così deciso di dare vita al gruppo di Ocre della Protezione civile, di cui facciamo parte. Attualmente siamo una sessantina di volontari. Facciamo interventi antincendio e sulla neve. Siamo stati anche a Cavezzo in occasione del terremoto in Emilia-Romagna. Abbiamo impiegato quattro squadre in turni di dieci giorni ciascuna». Non pagare mai un favore, recita un antico detto. Ricambialo.
Matteo Pierfelice
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