La grande guerra nelle lettere dal fronte

27 Maggio 2015

L'AQUILA. «Va raccolta la sfida ad ogni guerra e la scelta ad essere costruttori di pace: come rispetto dei diritti umani, impegno per lo sviluppo, custodia dell'ambiente, coesione sociale, sempre...

L'AQUILA. «Va raccolta la sfida ad ogni guerra e la scelta ad essere costruttori di pace: come rispetto dei diritti umani, impegno per lo sviluppo, custodia dell'ambiente, coesione sociale, sempre attraverso la non violenza e il perdono, quando esso va riconosciuto e donato». Così il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, nella seduta solenne dedicata al centenario dell'entrata in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale. Ai lavori ha partecipato il presidente emerito del Senato Franco Marini il quale ha ricordato come «la cerimonia non sia un'occasione per celebrare una guerra, bensì per ricordare i milioni di caduti che hanno combattuto in quel conflitto, di cui in pochi avevano compreso quali potessero essere le drammatiche conseguenze».

La ricostruzione del quadro storico e politico è stata affidata allo storico Enzo Fimiani. Una tragedia raccontata in alcune lettere, scritte ai loro familiari da militari abruzzesi, lette in aula dagli attori Luca Serani e Matteo Di Genova, accompagnati da brani eseguiti all'arpa dalle studentesse del Liceo musicale dell'Aquila.