La Macroregione davanti all’ostacolo delle trivelle

15 Novembre 2014

Nel convegno di Ortona emergono il ruolo strategico del porto e la necessità di una linea comune sul petrolio. L’ideatore Jakovcic: c’è il coraggio di dire no?

ORTONA. E' stato, forse, un passaggio obbligato, di estrema attualità, quello sulle “trivelle” (l'esplorazione e l'estrazione degli idrocarburi offshore nell'Adriatico) nel convegno su “La strategia della Macroregione Adriatico-Ionica: l’Europa delle opportunità”, organizzato dalla Regione e svolto nello storico Palazzo Corvo. Anche perché i popoli separati dal piccolo mare Adriatico, ma con l'intenzione di unirsi “non solo sulla carta” e cooperare su tante cose, in nome dello sviluppo, dovranno prendere decisioni, assumere regole comuni anche su questo argomento di non poco conto.

A parlarne, il parlamentare europeo Ivan Jakovcic, relatore della strategia della Regione Adriatico-Ionica: «Abbiamo il coraggio di dire no, non lo facciamo? Perché abbiamo bisogno di questo mare? Dobbiamo decidere. Il mio governo dice che dobbiamo cercare il petrolio perché l'Italia lo fa. L'Italia dice che deve cercarlo e che la Croazia sta facendo questo. C'è il coraggio di dire no? Io personalmente non sono per il progetto che la Croazia sta facendo».

Anche il governatore abruzzese, Luciano D'Alfonso è di questo avviso, mettendo al primo posto il “mare blu” e quindi una costa tutelata, il turismo sostenibile e l'ambiente. Ma accanto a tutto ciò anche un progetto interconnesso di collegamenti merci, persone, eccetera, via ferro, gomma, acqua e cielo. «Il futuro di questo territorio è scritto sull'acqua», ribadisce il presidente D'Alfonso, «per il futuro della Macroregione il 2015 sarà l'anno della verità che tradotto può significare l'anno delle cose concrete, dei progetti che diventano cantieri».

Si è respirato “aria di concretezza” in questo importante convegno dai tempi giusti e che ha avuto luogo nella Sala della Musica dell'Istituto Tostiano. Per la realizzazione Macroregione Adriatico-Ionica sono disponibili 10 miliardi di euro. «La strategia della Macroregione», sottolinea l'assessore alle politiche comunitarie della Regione Marche, Paola Giorgi, «è un percorso che nasce dal basso, dall'esigenza di alcuni popoli di unirsi sotto vari aspetti: culturali, politici, economici, ecc. E' un punto di partenza che necessita di contenuti, di progettare insieme».

A soffermarsi sull'importanza di dotarsi, in primis, di regole comuni è il presidente della Regione Molise, Paolo Di Laura Frattura: «Bisogna dotarsi delle medesime regole, avere obiettivi comuni e percorsi condivisi. Noi non abbiamo determinate infrastrutture strategiche, ma con questo progetto, collegandoci con l'Abruzzo (vedi ad esempio il porto di Ortona), ne beneficiamo anche noi».

Particolarmente apprezzata la presenza all'incontro dell'ambasciatore croato in Italia, Damir Grubisa che ha evidenziato l'importanza di questo mare con un detto: «Se metti un dito nel mare sei collegato con il mondo». In rappresentanza dello Stato, il contrammiraglio Andrea Gueglio ha focalizzato il suo discorso sull'importanza del mare in senso assoluto e sul garantire la sicurezza delle acque, ricordando anche l'accordo di collaborazione firmato mercoledì tra Regione e il Capo di Stato Maggiore della Marina militare, ammiraglio Giuseppe De Giorgi, a bordo della portaerei “Cavour”. Portaerei che, dopo tre giorni in rada, questa mattina è ripartita con rotta Croazia.

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