La maggioranza litiga Bracco corre in soccorso

Gerosolimo e Olivieri (Abruzzo Civico) e il Pd Monticelli disertano l’Emiciclo L’ex 5 Stelle vota col centrosinistra variazione di bilancio e riordino Province
L'AQUILA. La sintesi perfetta del consiglio regionale di ieri sta tutta dentro una dichiarazione del consigliere del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci: «Non arriveremo da nessuna parte se ci chiudiamo nell’ostinato arroccamento dei confini amministrativi». Una giornata, quella di ieri all'Emiciclo, che ha immortalato un copione già visto. Dopo una giornata governata dalle commissioni consiliari - prima la V commissione Cultura e poi la prima commissione Bilancio - di rinvio in rinvio il consiglio è stato convocato in nottata, alle 23,30 e con 450 emendamenti da affrontare fra quelli presentati dal solo Movimento 5 stelle sulla Legge di riordino delle Province.
All'ostruzionismo dell'opposizione di centrodestra sia sulla questione dell'Isa, l'Istituzione sinfonica abruzzese, sia sulla discussione della Legge sulle Province, si è aggiunta ieri una prima prova di crisi di governo, con l'assenza di tre consiglieri che hanno fatto mancare il numero legale sin dalla V commissione Cultura: Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri di Abruzzo Civico, che da tempo chiedono un assessorato e anche «di essere trattati come esponenti della maggioranza e non dell'opposizione», e l'esponente del Pd Luciano Monticelli. Alla fine della giornata solo la convergenza sul documento di maggioranza dell’ex Cinque Stelle Leandro Bracco ha permesso al centrosinistra di presentarsi in aula per il voto sulla variazione di bilancio e il riordino delle Province con la certezza di spuntarla. I tre “ribelli” spiegheranno oggi in conferenza stampa le motivazioni della diserzione. Sin da ieri mattina sono letteralmente spariti (secondo alcuni sarebbero stati a pranzo in un ristorante sul Gran Sasso - segno che la voglia di disertare potrebbe essere maturata ieri mattina - cellulari irraggiungibili o fatti squillare a vuoto creando anche qualche apprensione: «Che stiano male?»). Una mossa strategica, invece, le cui ragioni conosceremo fra poche ore.
Intanto il capogruppo del Pd Sandro Mariani, insieme al segretario regionale Marco Rapino, ha convocato Monticelli, al quale vuole chiedere, prima di Ferragosto, spiegazioni sulla sua voglia di “bigiare”. E' quasi certo che il malessere dei tre consiglieri derivi dalla volontà di una parte della maggioranza di salvare l'Istituzione sinfonica abruzzese. Tutti loro hanno, infatti, sempre chiesto di mettere sull'altro piatto della bilancia anche il sostegno ad altre realtà culturali abruzzesi. Lo ha rimarcato anche il centro destra, con il capogruppo di Forza italia, Lorenzo Sospiri: «Ci sono 14 realtà culturali finanziate in Abruzzo dal Fus», ha detto Sospiri, «tutte hanno necessità di essere sostenute dalla Regione e non soltanto l'Isa». Stessa posizione quella del Movimento 5 stelle. Giancluca Ranieri ha ricordato che «è stata approvata per la cultura la Legge regionale 46, mai applicata e mai finanziata. O meglio, finanziata con un milione di euro soltanto, mentre alla cultura nel servono almeno quattro: che cosa aspetta l'assessore al Bilancio Silvio Paolucci a finanziare i restanti tre milioni?». Intanto la seduta è rimasta sospesa almeno dieci ore. Ultima convocazione alle 23.30. Sospiri ha provocatoriamente invitato i consiglieri a presentarsi all'Emiciclo in pigiama. Qualcuno, a dire il vero, almeno lo spazzolino se l'è portato dietro. La seduta è poi ripresa regolarmente. I conti (politici) all’interno del Pd e con Abruzzo Civico si faranno oggi.
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