La marcia di 250 studenti verso i lager dell’orrore

Partono domani ragazzi e docenti di sei scuole superiori di tutta la Regione Visiteranno Auschwitz e Birkenau per produrre anche un film sulla Shoah
L'AQUILA. «Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario».
Il viaggio alla scoperta dell'atrocità dell'Olocausto inizia da qui. Dalle parole di Primo Levi, che testimoniano il dolore dietro lo sterminio, la sofferenza dietro l'emarginazione. Sei scuole superiori abruzzesi, 250 studenti e i docenti partianno, domani, alla volta di Auschiwtz, dove resteranno fino al 29 febbraio, per visitare i luoghi simbolo della Shoah. Vienna, dove prese forma l’annessione dell’Austria al nazismo; Brno, con la "marcia della morte", che ha segnato una ferita indelebile tra cechi e tedeschi, una ferita rimasta aperta dal 1945, quando oltre ventimila tra donne, bambini e anziani di origine tedesca furono espulsi dalla città in una marcia forzata di 50 chilometri verso il confine austriaco; Cracovia, con il ghetto ebraico, che ha rappresentato una fase cruenta e tragica dello sterminio degli ebrei. Fino ai campi di concentramento e sterminio di Auschwitz I e Birkenau. Un cammino di consapevolezza verso il futuro, che trae origine dalla conoscenza del passato: il punto focale della nona edizione del progetto “La Memoria e il Viaggio. La fabbrica della morte: emarginazione, ghettizzazione, internamento, annientamento", organizzato dall'Istituto abruzzese per la storia della resistenza e dell’Italia contemporanea.
«Un progetto», ha spiegato Carlo Fonzi, presidente dell'Istituto per la storia della resistenza, «finalizzato alla conoscenza delle congiunture di negazione dei diritti che hanno prodotto le leggi razziali, la nascita dei campi di concentramento e di sterminio e l’eliminazione sistematica di milioni di persone, vero spartiacque della storia contemporanea, e di quanto attinente ai concetti di ristabilimento, affermazione ed educazione alla legalità».
I 250 studenti protagonisti del viaggio della memoria arrivano dal Convitto “Domenico Cotugno” dell’Aquila, dall’Istituto industriale “Bafile – Muzi”, e dall'Istituto superiore “Amedeo d’Aosta” dell'Aquila, dal liceo scientifico "Vitruvio" di Avezzano, dall’Istituto "Ovidio" di Sulmona e dal liceo scientifico “Masci" di Chieti. Hanno già preso parte a una prima fase formativa con esperti come Alexian Santino Spinelli, docente universitario e musicista di fama internazionale, di origine rom, e Anna Foa, storica della Comunità ebraica di Roma. Il ciclo di conferenze, ospitato nella sala Ipogea dell'Emiciclo all'Aquila, si è concluso con la visita della sinagoga, del museo e del ghetto ebraico di Roma, a novembre scorso. «Ad aprile, come fase conclusiva dell'iniziativa», afferma Fonzi, «i ragazzi rielaboreranno le fasi della visita dei campi di sterminio producendo elaborati, racconti, filmati e musiche ispirati all'Olocausto. La Shoah non è solo la persecuzione degli ebrei, ma abbraccia un campo più vasto che si rifà allo sterminio e alle persecuzioni di massa di tutte le minoranze etniche e religiose. Bisogna conoscere la storia nel modo giusto, senza negazionismo».
«Il genocidio, animato da precise dinamiche, era volto allo sterminio delle comunità ebraiche e dei diversi. A distanza di 80 anni dalle leggi razziali e dalle persecuzioni assistiamo ad una nuova stagione di antisemitismo: il rischio è che ci siano dei rigurgiti di esclusione, di aggressività e di isolamento», conclude Fonzi, «per ritrovare il senso di comunità, è necessario far leva sulle giovani generazioni e sulla coscienza comune».

