La morte, la vita, la terapia «Scegliere è un diritto»

10 Maggio 2015

Beppino Englaro commuove Vasto: lo Stato deve lasciare decidere liberamente E la Amato (Pd): «L'eccessiva medicalizzazione è un concetto da superare»

hanno commosso la platea della Pinacoteca doi Palazzo D’Avalos attorno al tema sulla fine della vita e la dignità del morire.

Il papà di Eluana – la ragazza ridotta a una stato agitativo dopo un incidente stradale, per la quale la famiglia chiese di interrompere l'alimentazione forzata, considerata un inutile accanimento terapeutico – è stato uno dei relatori del convegno organizzato dal Pd sul diritto alla vita, ma anche alla morte che fa parte della vita e che ha toccato temi come quello della fragilità umana. Accanto a lui il professore Stefano Canestrari, ordinario di Diritto penale a Bologna e membro della Consulta bioetica nazionale, Ferdinando Cancelli, palliativista, scrittore ed editorialista per l'Osservatore Romano e Maria Amato, medico e deputata pd, componente della commissione Affari sociali e Sanità della Camera.

Dopo i saluti del sindaco Luciano Lapenna e l’introduzione di Antonio Del Casale (segretario cittadino del Pd) è stata la Amato a rompere il ghiaccio: «Per esperienza personale so che la morte per un medico è sempre presentata come un evento fallimentare. L'idea della gente è che la medicina guarisce. In realtà», ha raccontato, «la medicina cura quando può e la morte non è una colpa, l'eccessiva medicalizzazione per ritardare la morte è un concetto da superare se si perde la dignità della persona, i sentimenti, gli affetti il dolore per il malato e i familiari».

Più diretto l'intervento del professor Canestrari: «L'argomento è delicato e doloroso. Non va mai dimenticato il diritto della persona a non subire trattamenti senza la propria volontà laddove quella persona è capace di intendere e di volere. Il diritto dell'integrità del proprio corpo va rispettato così come la presa di posizione del paziente», ha sottolineato il professore, «quando manca la capacità cognitiva allora sarebbe importante anticipare le disposizioni con una sorta di testamento biologico».

Il tema del dolore e della medicina palliativa è stato affrontato da Ferdinando Cancelli: «La medicina palliativa si trova ogni giorno ad affrontare i problemi e le sofferenze dei pazienti giunti al termine della vita. I dilemmi etici e i quesiti clinici sono strettamente legati tra di loro: la sospensione dei trattamenti futili, l’alimentazione, l’idratazione, le scelte anticipate di cura, la sofferenza dei familiari e degli amici, il corretto trattamento dei sintomi fisici, psichici, sociali e spirituali. E' necessaria la conoscenza delle possibilità e dei limiti della medicina di fronte alla fine della vita. E' importante promuovere la vera libertà di scelta delle persone con un dialogo continuo ed aperto tra sensibilità diverse e competenze di varia matrice».

Englaro ha svelato di aver approfittato di una delle sue frequenti visite in città per partecipare al dibattito e tornare a trattare i temi dell'autodeterminazione terapeutica nella condizione delle persone non più capaci di intendere e volere e delle disposizioni anticipate di trattamento prima e dopo la vicenda Eluana. «Sono sempre di più i giovani che mi chiedono di parlare di questo. Dopo Vasto sarò a Bergamo a parlare con i giovani di quella città della libertà di morire. Un segno di come l’argomento sia sempre più sentito».

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