La pasionaria no-trivelle ambasciatrice d’Abruzzo

Maria Rita D’Orsogna scelta insieme a manager, all’economista Salvatore e a un giudice. Di Pangrazio: è una ricercatrice, la sua protesta non c’entra
PESCARA. Un economista di fama mondiale, due manager di livello internazionale, un emigrato che si è fatto onore in Australia e lei, Maria Rita D’Orsogna, ricercatrice e docente in America e conosciuta qui in Abruzzo soprattutto come la pasionaria delle trivelle, la nemica numero uno delle multinazionali petrolifere che intendono scavare in Adriatico.
La D’Orsogna sarà giovedì 25 a Sulmona, insieme a Dominick Salvatore (l’economista di fama mondiale), ai manager Maurizio Gentile (Rete ferroviaria italiana) e Roberto Zecchino (Gruppo Bosh) e al giudice di pace australiano Antonio Reggi, a ritirare il titolo di Ambasciatore abruzzese nel mondo, riconoscimento assegnato dalla presidenza del consiglio regionale, d’intesa con la Conferenza dei capigruppo, a quelle persone di origine abruzzese che, per meriti accademici, culturali, politici, sociali, professionali, si sono distinte nei Paesi stranieri, o nelle regioni diverse dall’Abruzzo, in cui sono emigrate in passato o dove attualmente vivono stabilmente.
Come ogni anno – anche se con un mese e venti giorni di ritardo rispetto alla giornata del 5 agosto stabilita per legge a favore degli Abruzzesi nel mondo – le indicazioni sulle candidature sono state fatte dai capigruppo in consiglio regionale. Sono quindi stati designati due emigrati all’estero e due emigrati in Italia e nel corso di una successiva valutazione dell’ufficio di presidenza (composto da maggioranza e opposizione) sono emersi i nomi dei nuovi ambasciatori, di coloro cioé che, secondo gli intendimenti della legge, devono essere da esempio alla nuove generazioni e che hanno anche il compito di rappresentare e promuovere l’immagine della regione.
L’anno scorso toccò a Rocco Colanzi (imprenditore residente in Bolivia), Federica Di Martino (attrice teatrale), Pierluigi Zappacosta (ingegnere elettronico e imprenditore dell’hi-tech) e all’attore e comico Gabriele Cirilli. Quest’anno l’Abruzzo ha scelto fra gli altri la D’Orsogna, donna-simbolo del no alla ricerche petrolifere in tutto il mondo e in particopare in Adriatico, il mare della sua terra (è di Ortona). Una pasionaria che attraverso blog e mail denuncia i rischi di tali attività e le operazioni speculative delle multinazionali .
La scelta dell’Abruzzo di legarsi alla sua immagine farà discutere. Appare infatti scontato che la D’Orsogna sia conosciuta da noi più per la sua battaglia “no oil” piuttosto che per la sua carriera di ricercatrice in America. E prima di nominarla, il Consiglio ha fatto questa valutazione? Dal punto di vista politico, pare che a candidarla sia stato il gruppo di M5S in linea con la posizione “no oil” espressa in precedenza anche dal Consiglio: esiste un affinamento tra le due decisioni?
Il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio lo esclude: «Nelle nostre motivazioni non si fa alcun riferimento all’attività di diniego che svolge la D’Orsogna, ma esclusivamente alla sua professionalità di ricercatrice e docente abruzzese in una delle più note università americane. Ha il merito di essere una scienziata, ha nel suo carnet riconoscimenti del mondo accademico, ha una trentina di pubblicazioni di caratura mondiale e oltretutto torna di continuo in Abruzzo. Quindi è una decisione che va aldilà delle sue posizioni di parte».
Di Pangrazio sottolinea che si tratta di una decisione condivisa e si augura che più che le attività “no triv” della D’Orsogna facciano opinione i suoi titoli professionali: «È una persona attenta allo sviluppo del suo territorio come ad esempio Maurizio Gentile lo è nel settore occupazionale. Poi, se la D’Orsogna sposa una causa, è libera di farlo alla stregua degli economisti che sostengono che l'Italia debba uscire dall'euro. Se la stampa parla di questo, che cosa possiamo farci? Noi nelle motivazioni non l’abbiamo scritto».
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