«La priorità è il taglio della diga foranea»
Gianluca Marcantonio: 150 anni dopo Spaventa un abruzzese al Consiglio superiore dei lavori pubblici
PESCARA. «La prima cosa di cui mi occuperò è la diga foranea di Pescara. Prima di “tagliarla” dobbiamo sapere la consistenza dell'aumento di carico idraulico fluviale. In pratica occorre avere la certezza che il fiume possa defluire naturalmente e allo stesso tempo che l’acqua del mare possa scorrere liberamente e senza creare pericoli come nel passato»: mostra subito di avere le idee chiare Gianluca Marcantonio sulle priorità infrastrutturali di cui necessità l’Abruzzo. D’Altra parte a lui, pescarese di 45 anni, laureato in Architettura alla d’Annunzio, l’Abruzzo e in particolare il suo governatore Luciano D’Alfonso guardano con fiducia affinché quelle priorità acquisiscano finalmente sollecitudine, velocità e rapido ingresso nel merito.
Marcantonio è stato nominato – con decreto presidenziale su indicazione del ministero e della Conferenza delle Regioni – componente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, vale a dire la cabina di regia che avalla (o boccia) i più importanti (e costosi) progetti nazionali. Compresi quelli abruzzesi che attendono in scaletta: dopo il porto di Pescara, le opere portuali di Ortona, il completamento della diga di Chiauci tra Abruzzo e Molise (i cui lavori durano da 40 anni), la diga di Bisenti (definita da D’Alfonso un «malloppo da restituire ai cittadini») e gli interporti compreso quello di Manoppello inserito nei progetti ai quali dare operatività.
«Sono cosciente di avere una grande responsabilità, ma sono giovane e ce la posso fare», confida Masciantonio scherzandoci sopra.
Il governatore lo conosce bene – è stato a supporto della struttura commissariale per il rischio idrogeologico, consulente per lavori del dopo-sisma – e lo esalta. Affiancato dal presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, dal presidente regionale dell'Istituto nazionale di urbanistica, Piero Properzi, dal presidente della Provincia di Pescara nonché presidente regionale dell'Unione delle Province italiane, Antonio Di Marco, D’Alfonso afferma che «a memoria di consapevolezza storica è la prima volta, dopo il 1875 con Silvio Spaventa, che un abruzzese fa parte del consiglio superiore dei Lavori pubblici». E sottolineando che si tratta di «un riconoscimento nei confronti dell'Abruzzo», aggiunge: «In 24 mesi abbiamo ribaltato il ruolo della nostra regione nell'ambito della Conferenza Unificata. Useremo fino in fondo questa competenza come accaduto fino ad adesso per altre Regioni».
Ma sulla nomina imperversa l’ex consigliere regionale di Rc Maurizio Acerbo che parla di meritocrazia dalfonsiana ricordando come Masciantonio testimoniò a favore del governatore nel processo housework: «Confido che i compagni di Sinistra Italiana che governano con D'Alfonso presenteranno un'interrogazione parlamentare per chiedere delucidazioni».(a.mo.)
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