La ricercatrice: «Controlli al seno dai 25 anni in su»

CHIETI. La pandemia, anche in Abruzzo, ha prodotto un rallentamento degli screening in tutti i settori oncologici. Ne abbiamo parlato con Emma Di Carlo, professoressa ordinaria di Anatomia patologica...
CHIETI. La pandemia, anche in Abruzzo, ha prodotto un rallentamento degli screening in tutti i settori oncologici. Ne abbiamo parlato con Emma Di Carlo, professoressa ordinaria di Anatomia patologica dell'Università "D’Annunzio” di Chieti-Pescara, alla guida di un gruppo di ricerca di immunoncologia.
Professoressa, la diagnostica precoce resta un elemento fondamentale per combattere tutte le forme di neoplasia?
Sì, in quanto una diagnosi precoce riduce in maniera significativa la mortalità. Per la prevenzione del cancro al seno già a 25 anni è consigliabile effettuare un controllo senologico e un'ecografia, a partire dai 40 anni anche la mammografia.
Controlli periodici e preventivi di quanto possono ridurre la mortalità in caso di carcinoma?
Dal 20% al 40% nel caso di cancro alla mammella.
Il suo gruppo di ricerca ha pubblicato due importanti studi sul Giournal for immunotherpy of cancer e su Clinical end transnational medicine. Cos'è emerso?
I nostri studi hanno evidenziato come la molecola immunoregolatoria, denominata Interleuchina-30, che avevamo scoperto avere un ruolo cruciale nella progressione del carcinoma prostatico, regola anche i processi che conducono alla metastatizzazione del carcinoma mammario. Questa molecola ha un ruolo cruciale soprattutto nella proliferazione ed espansione delle cellule staminali tumorali mammarie che sono responsabili dello sviluppo delle metastasi.
Con quali conclusioni?
I tumori mammari che hanno un'alta espressione di questa molecola, determinano una prognosi peggiore e una più alta mortalità. A livello sperimentale, i dati ci dicono che abrogando l'espressione di questa molecola abbiamo un allungamento della vita.(m.p.)

