La Santa Croce alla Regione «Via i sigilli dalla sorgente»

Colella: per il ministero l’acqua del Fiuggino è adatta per l’imbottigliamento Oggi a Canistro il sopralluogo dei funzionari delle Attività estrattive
CANISTRO. Continua il braccio di ferra tra Regione e Sorgente Santa Croce Spa sull’utilizzo dell’acqua minerale del sito di Canistro. Ieri la società di Camillo Colella ha reso noto un parere del ministero della Salute a firma del direttore generale Raniero Guerra in base al quale l'acqua che sgorga dalla sorgente Santa Croce Fiuggino, la seconda delle sorgenti di Canistro, è acqua minerale oligominerale e dunque, secondo La Sanbta Croce, può essere imbottigliata, contrariamente a quanto stabilito dalla Regione, che aveva chiesto e ottenuto la sospensione cautelativa della validità del decreto di riconoscimento. Ora la società aspetta il sopralluogo della Regione, previsto per oggi, «per ottenere la possibilità di captare acqua nella sorgente», dice la società, «riavviare, così, la produzione nello stabilimento di Canistro e assumere una decina di lavoratori» (oggi i 70 lavoratori della Santa Croce sono tutti in mobilità).
Risale al novembre 2016 la richiesta della Sorgente Santa Croce di utilizzare l'acqua della sorgente Fiuggino, di cui detiene la concessione dal 2007 e fino all'ottobre prossimo.
Una sorgente finora non utilizzata perché, fino a qualche mese fa, la società era titolare della concessione della sorgente Sponga, che ha una portata superiore, alla quale sono stati messi i sigilli al culmine di un braccio di ferro con la Regione. Il dipartimento Attività estrattive dell'amministrazione regionale, però, aveva contestato l’utilizzo della Fiuggino a causa di una tubazione interrata, «inserita nell'ultima vasca di decantazione del cunicolo di presa della concessione Fiuggino», per collegare la sorgente allo stabilimento, l'acqua presentasse una «commistione con altre acque», che ne metteva in dubbio il suo essere oligominerale. L'ente aveva pertanto chiesto al ministero della Salute di sospendere la validità del decreto di riconoscimento delle caratteristiche oligominerali della sorgente Fiuggino. Richiesta contestata dalla Santa Croce che aveva inviato al ministero i risultati delle analisi dell'acqua del Fiuggino, effettuate il 28 dicembre 2016 dall'Università Federico II di Napoli, alla presenza dei responsabili della Asl provinciale aquilana e dei referenti aziendali. Ora il parere del ministero dovrebbe rimettere tutto in moto.
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