La sorella di Roma che “parla” abruzzese

24 Aprile 2015

L'AQUILA. La più grande Banca di Credito Cooperativo in Italia. Al secondo posto, nel 2014, tra quelle di media dimensione, per solidità. Fondata nel 1954 come Cassa rurale ed artigiana dell'Agro...

L'AQUILA. La più grande Banca di Credito Cooperativo in Italia. Al secondo posto, nel 2014, tra quelle di media dimensione, per solidità. Fondata nel 1954 come Cassa rurale ed artigiana dell'Agro romano, la Bcc di Roma opera nel Lazio e in Abruzzo con una rete di 150 agenzie. Il bilancio 2014 è stato approvato nell'ultima assemblea dei soci, che ha provveduto anche al rinnovo del consiglio di amministrazione. Una banca che “parla abruzzese”: alla guida è stato confermato, per il prossimo triennio, il presidente Francesco Liberati (nella foto), originario di Scurcola Marsicana (L'Aquila). Sarà affiancato da altri due abruzzesi, rieletti in seno al consiglio di amministrazione: Lorenzo Santilli, imprenditore aquilano, e Gabriele Gravina, di Sulmona.

La Bcc di Roma ha un utile di 25,9 milioni di euro. Gli impieghi creditizi hanno raggiunto i 5milioni 678mila euro (+2,9%). Per quanto riguarda l'area Abruzzo, va segnalato il notevole incremento di finanziamenti a famiglie e imprese, che hanno toccato quota 555,5 milioni (+7,3% ), mentre la raccolta diretta è pari a 748,7 milioni (+3%) e quella indiretta a 906,7 milioni (+3,7%).

«Le famiglie sono da sempre il principale interlocutore della banca», dichiara Francesco Liberati, «con un peso pari al 54,7% del totale degli affidamenti. La prevalenza degli impieghi alle famiglie, l'elevato frazionamento e il contenuto importo medio dei prestiti sono la conferma della natura strettamente cooperativa e mutualistica della nostra banca. Continueremo a sostenere famiglie e imprese, con nuove risorse stimate in 700 milioni per il 2015».