LA VERITÀ STA IN ALTO, ANCHE IN POLITICA

3 Settembre 2019

Governo Conte o meno, la Verità sta in alto, in EuropaNon è facile resistere alla tentazione di sovrapporsi alle idee dei tanti opinionisti impegnati a decifrare le convulse capriole della politica...

Governo Conte o meno, la Verità sta in alto, in Europa
Non è facile resistere alla tentazione di sovrapporsi alle idee dei tanti opinionisti impegnati a decifrare le convulse capriole della politica di questi giorni. Ricordo che scrissi su queste colonne, all’indomani delle elezioni politiche del 4 marzo dello scorso anno, che «un accordo politico tra il movimento 5 Stelle e Lega era ineludibile». Sono stato ascoltato fino a qualche settimana fa.
La caduta del governo in piena calura estiva non solo ha riportato il tutto al punto di partenza ma ha dato la misura dell’incertezza e di una certa precarietà generale da far venire in mente la celebre frase di Gaetano Salvemini: «Non facciamoci illusioni: loro siamo noi!». Straordinariamente attuale è il famoso aforisma del nostro Flaiano: «La situazione è grave ma non è seria». Giovanni Paolo II a chi gli chiese perché amasse così tanto la montagna rispose: «La verità sta in alto».
Che la verità anche in politica stia in alto – e la cosa a me pare non sia rimarcata a sufficienza – lo dimostra il fatto che la nostra adesione all’Europa, voluta a suo tempo, non era un atto di furbizia all’italiana ma qualcosa di più e più coinvolgente, comportando una serie di obblighi e soprattutto un notevole affievolimento della podestà d’imperio e delle facoltà di operare scelte politiche all’interno dei singoli Stati. Se si considera che il bilancio di uno Stato debba passare al vaglio e all’approvazione della Commissione Ue e che possa essere passibile di sanzioni qualora non rientri in certi parametri, questo fatto pone drasticamente un aut aut: dentro o fuori. Lo ha capito il professor Conte. Resta da scoprire se gli altri – i cosiddetti sovranisti, i quali a me pare stiano all’Europa come i comunisti stavano al capitalismo occidentale – sono convinti di ciò oppure se si limitano strumentalmente a ritagliarsi uno spazio politico tra smanie e provocazioni.
Se questa pur sintetica analisi viene condivisa, credo che le convulsioni politiche di questi giorni non sono importanti più di tanto. Sarà un Governo Conte o del Presidente Mattarella, la verità sta in alto, in quella realtà mitteleuropea dove abbiamo scelto di stare, nel bene e nel male. A meno di futuri grandi eventi.