L’Abruzzo dei pensionati esteri: è la regione che ne accoglie di più

Flat tax al 7% per il Mezzogiorno introdotta nel 2019, finora è riuscita ad attrarre 933 stranieri in tutto.
Da noi sono 221. Seguono Puglia, Sicilia e Sardegna. Il gettito fiscale ammonta a 11,8 milioni di euro
PESCARA
L’Abruzzo è la regione preferita dai pensionati d’oro che, dall’estero, si trasferiscono nel Mezzogiorno per sfruttare la flat tax al 7%. Un trend registrato fin dal 2019, quando è stato introdotto il regime agevolato di imposta, e confermato due giorni fa alla Camera dei deputati dalla sottosegretaria al Mef Lucia Albano durante il question time. Una misura nata per contrastare lo spopolamento del Meridione e attirare stranieri ad alto reddito – al pari di quanto fatto da altri Paesi come Grecia, Portogallo e Cipro – e che gradualmente sta portando i suoi frutti.
In base ai dati forniti dal ministero del Tesoro e riportati dal Sole24ore, infatti, sono 933 i pensionati che si sono trasferiti nel Sud Italia nell’arco di questi sette anni. Fino ad ora l’Abruzzo ne ha accolti 221; seguono la Puglia (191), la Sicilia (165) e la Sardegna (136). Da sole, le quattro regioni totalizzano oltre il 76% delle preferenze. Numeri ridotti ma in crescita, sottolinea il Mef: «Le entrate derivanti dall’imposta sostitutiva – pari al 7% dei redditi di fonte estera – risultano complessivamente di entità contenuta ma in progressivo aumento, in coerenza con l’ampliamento della platea dei soggetti aderenti». Il numero dei soggetti che hanno esercitato l’opzione per l’imposta sostitutiva «è passato da 61 soggetti nell’anno d’imposta 2019 a 933 soggetti nell’anno d’imposta 2024 (ultimo disponibile nella banca dati delle dichiarazioni)».
Dal 2019 a oggi il regime fiscale agevolato ha subìto qualche modifica. In generale, consiste nella possibilità di applicare una tassa piatta del 7% sui redditi di fonte estera per i pensionati stranieri che si trasferiscono nel territorio delle regioni Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia, con popolazione non superiore a 30mila abitanti (il nuovo limite è in vigore dallo scorso 7 aprile, mentre prima era di 20mila abitanti). Ma non solo, perché possono essere ammessi a beneficiarne anche i pensionati esteri che trasferiscono la residenza in uno dei comuni, sempre con non più di 30mila abitanti, interessati dal terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009 o dagli eventi sismici del 2016 che hanno interessato Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria.
Come detto, l’Abruzzo occupa il primo posto del podio per quanto riguarda il numero di trasferimenti. La sottosegretaria Albano ha spiegato che i risultati raggiunti fino a ora sono considerati soddisfacenti: «La capacità di attrazione è in linea con le finalità originarie», ha spiegato Albano in aula, «con un gettito in crescita e un numero di beneficiari progressivamente in aumento» e «il governo continuerà a monitorarne l’andamento, anche al fine di valutarne eventuali profili di miglioramento in relazione agli obiettivi di sviluppo territoriale e di rafforzamento del sistema della ricerca nel Mezzogiorno».
Il ministero ha anche fornito il gettito cumulato della misura dal 2020 a oggi, che è di 11,8 milioni di euro. Il dato per il 2026 (909.575 euro) è però ancora parziale. Bisogna aspettare che i dati di pagamento si siano pienamente assestati per avere un quadro chiaro della situazione.
La valutazione degli effetti complessivi della misura, sottolinea il Mef, «non può essere limitata al solo gettito diretto derivante dall’imposta sostitutiva, ma deve tener conto anche degli effetti indiretti connessi all’incremento della spesa sul territorio da parte dei soggetti trasferiti, al contributo alla dinamica economica locale e alla valorizzazione del patrimonio immobiliare e agli effetti sul sistema della ricerca e dell’alta formazione, derivanti dalla destinazione vincolata delle risorse».

