fauna invasiva

Avezzano. Gambero killer, scatta il piano di cattura

1 Luglio 2026

I crostacei minacciano la tenuta degli argini e la fauna del Fucino, posizionate cento trappole

AVEZZANO

È stata costituita una task force scientifica per arginare una delle minacce ecologiche più insidiose per il territorio fucense. L’Asd Crisalide Avezzano, in sinergia con la Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee), ha strutturato un piano straordinario di monitoraggio, trappolaggio e contenimento del Procambarus clarkii, noto come Gambero rosso della Louisiana. Il progetto vede la collaborazione strategica dell’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) e della Regione Abruzzo. L’obiettivo è dare risposta immediata all’allarme scattato per la massiccia presenza di questa particolare specie aliena invasiva nei canali e nel reticolo idrico del Fucino. I biologi dell’Istituto e i volontari hanno posizionato 100 nasse (trappole) lungo il canale centrale e le diramazioni laterali, delimitando accuratamente le aree interessate. Le operazioni di cattura avranno una durata complessiva di cinque mesi, e perciò fino al prossimo ottobre. A cadenza mensile, per una settimana intera, le trappole verranno calate e successivamente svuotate per consentire il trasferimento degli esemplari nei laboratori dell’Istituto zooprofilattico di Avezzano. I promotori dell’iniziativa rivolgono un appello perentorio alla cittadinanza: è assolutamente vietato toccare o prelevare i gamberi dalle nasse. Oltre al danno ambientale, esistono rischi concreti per la salute pubblica. Questa specie è infatti un portatore sano della cosiddetta “Peste dei gamberi”, un’infezione fungina letale per i crostacei autoctoni. Ma non solo: l’estrema resistenza del gambero killer agli inquinanti lo rende una vera e propria spugna tossica. Accumula nei propri tessuti massicce dosi di tossine e metalli pesanti. Il consumo alimentare o il semplice contatto rischiano così di contaminare l’uomo e i predatori naturali, risalendo pericolosamente la catena alimentare. Ai rischi per la fauna e per la salute umana si aggiunge infine il grave danno idrogeologico: con la loro incessante attività di scavo, questi crostacei creano fitte gallerie che destabilizzano gli argini dei canali di irrigazione, minacciando la tenuta della bonifica. «Per questo l’avvio del trappolaggio rappresenta un’operazione di difesa del territorio che richiede la massima collaborazione di tutta la comunità», raccomandano dall’Asd Crisalide. 

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