L’Abruzzo diventa tropicale tra zanzare, cimici e formiche

Il clima che cambia crea un habitat ideale per specie mai viste prima e cresce l’allerta. Dopo i primi casi di West Nile molti comuni rafforzano la bonifica contro la proliferazione
TERAMO. Tante zanzare in estate, anche nelle zone interne e montane dell’Abruzzo, non si erano mai viste. Uno degli effetti dell’ondata di caldo estremo e del clima che cambia provocando una rapida proliferazione e una maggiore aggressività di zanzare, zecche e blatte. La correlazione è immediata: l’aumento delle temperature medie, la globalizzazione del commercio e gli spostamenti turistici in crescita, stanno facilitando la diffusione di nuove specie di insetti come cimici asiatiche, cavallette africane, scarabei giapponesi e formiche rosse. Insetti che trovano nel nostro territorio, sempre più caldo, un habitat ideale e che, in molti casi, hanno effetti devastanti sulle coltivazioni. È in corso di accertamento all’Istituto Zooprofilattico di Teramo il quinto caso di infezione da West Nile in Abruzzo: gli esperti parlano di una «micro-epidemia, che al momento non desta preoccupazione».
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