Lapenna: non mettiamoli in hotel per poi dimenticarli

10 Giugno 2015

PESCARA. Sindaco Luciano Lapenna, i comuni si sono mostrati sostanzialmente contrari all’accoglienza di rifugiati. Cosa ci può dire da presidente dell’Anci? «I comuni abruzzesi hanno chiesto alle...

PESCARA. Sindaco Luciano Lapenna, i comuni si sono mostrati sostanzialmente contrari all’accoglienza di rifugiati. Cosa ci può dire da presidente dell’Anci?

«I comuni abruzzesi hanno chiesto alle prefetture di essere coinvolti e che le prefetture non si limitino a fare bandi che vedono i Comuni spettatori, con il risultato che ci ritroviamo strutture alberghiere con decine di migranti anche nelle realtà turistiche».

Che cosa intende per coinvolgimento dei Comuni?

«Vorremmo che, nel rispetto delle circolari ministeriali, ci fosse una collocazione dei migranti sul territorio in modo diffuso e non in modo concentrato».

Questo dipende anche dalla disponibilità di strutture idonee.

«Dipende da chi risponde ai bandi. È chiaro che possiamo ritrovarci con una realtà dove ci sono cooperative che riescono a disporre di immobili da poter destinare e si fanno avanti. Noi continueremo a chiedere che ci sia il maggior coinvolgimento possibile che di tutte le associazioni di volontariato e della Caritas per avere una vera integrazione di migranti con le realtà del territorio. La nostra preoccupazione è che questi migranti, che magari sono negli alberghi, dopo un periodo lungo di permanenza che può arrivare anche a un anno e mezzo per le pratiche, finiscono con il non essere integrati, e questa cosa può creare problemi».

In Abruzzo le lungaggini dipendono anche dalla mancanza di un centro di prima accoglienza.

«A San Giuliano del Molise c’è un centro di prima accoglienza che serve anche per l’Abruzzo, secondo le indicazioni nazionali dovremmo averne uno in ogni regione».

Ci sono però in Abruzzo buone pratiche di integrazione, per esempio a Sulmona.

«Per ottenere risultati dobbiamo fare di tutto per impedire grandi concentrazioni in alcuni punti, dopo di che è evidente che siamo di fronte a un percorso in continua evoluzione perché siamo legati al numero dei migrati che arrivano oggi in Abruzzo». (a.d.f.)

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