Lara, Mauro, Mike Vasto città-simbolo dell’emorragia

VASTO. " Parta chi può". E' questa ormai la nuova filosofia dei giovani vastesi. E a giudicare dai numeri sono sempre di più i seguaci. Per necessità o per ambizione. E in questo campo Vasto...
VASTO. " Parta chi può". E' questa ormai la nuova filosofia dei giovani vastesi. E a giudicare dai numeri sono sempre di più i seguaci. Per necessità o per ambizione. E in questo campo Vasto rappresenta un caso simbolo di tutte quelle città che, senza università, si piegano alla legge delle più grandi. Da qui quasi sempre la prima tappa è Londra. Dalla Gran Bretagna molti si trasferiscono in Spagna, Germania, Svizzera o addirittura negli Stati Uniti.
Partono con un bagaglio carico di entusiasmo e speranze e spesso raggiungono traguardi impensabili ormai in Italia. «All'estero conta tanto la meritocrazia», dice Michele Scopa. Michele per anni cameramen dell'emittente televisiva Trsp, Tele San Pietro, è partito per Londra disposto a fare qualsiasi lavoro. Ha cominciato come fatto “cicerone” sui bus turistici. Poi è diventato traduttore dei bugiardini che vengono allegati ai farmaci. Ora lavora per la Interfox ed è una persona relizzata. «Se dimostri che hai voglia di fare a Londra puoi ricevere tante soddisfazioni», dice Michele, anzi Mike come ormai lo chiamano tutti.
Ed è vastese anche Lara Celenza che dopo una parentesi britannica ora si è trasferita a Berlino ed è diventata una esperta di arte e lavori creativi. E' passato da Londra anche Mauro Millico che dallo scorso mese di aprile si è trasferito a Ibiza. «Mio fratello ha provato ovviamente a realizzarsi a Vasto, ormai è difficilissimo. Per i giovani c'è pochissimo lavoro. Mauro è un vulcano di idee e ha tanta voglia di fare. La sua energia è stata premiata. Mauro ora è un bartender a Ibiza e sta benissimo», racconta la sorella Mascia.
«Sono tanti i ragazzi come Mauro o come Michele che vanno via», conferma Mario Codagnone, segretario generale della Cgil: "«Molti lasciano Vasto per andare all'Università e una volta conseguita la laurea vanno all'estero. E' indubbio che le opportunità di carriera sono maggiori», annota il sindacalista.
Molti gli ingegneri, gli architetti ma anche gli avvocati. "«A Vasto ci sono già 384 iscritti all'albo e più di 100 praticanti. E' difficile trovare spazio. All'estero un buon avvocato ha molte più opportunità di carriera», sottolinea l'avvocato Angela Pennetta.
Un altro avvocato Paolo Guidone, figlio del noto civilista Luigi Guidone, ha scelto la carriera diplomatica e dopo un periodo in Francia ora è a Roma e sta avendo soddisfazioni. Proprio come Luca Perrozzi che si trova a Ginevra e lavora al Cern. «E spesso l'esperienza del primogenito trascina anche il secondo figlio fuori dall'Italia», aggiungono i sindacati.
Paola Calvano
©RIPRODUZIONE RISERVATA

