«Lassù ho giocato con volpi e incontrato lupi»
L'AQUILA. Ha perso il conto dei sentieri esplorati sulle montagne abruzzesi un escursionista doc come Stefano Pallotta, presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti e responsabile stampa del Cai...
L'AQUILA. Ha perso il conto dei sentieri esplorati sulle montagne abruzzesi un escursionista doc come Stefano Pallotta, presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti e responsabile stampa del Cai Abruzzo, che ha alle spalle 40 anni di "vita di montagna" da raccontare. Una vita da gran camminatore che in solitaria o - più spesso - in compagnia, lo ha portato a scoprire (quasi) tutti i rifugi abruzzesi. Come Coppo dell'Orso nel gruppo montuoso della Serra Lunga, il rifugio Di Iorio a Pescasseroli, il Sevice sul Velino, quello di Forca Resuni nel Parco nazionale d'Abruzzo, Fonte Astuni sui Monti Marsicani e tanti altri. La montagna, quella in cui camminare divertendosi e bere anche un buon bicchiere di vino dopo la fatica, è parte della sua vita fin da giovanissimo, tante le foto sul suo profilo facebook .
Presidente Pallotta, c'è una foto molto dolce in cui lei gioca con una volpe.
«Un episodio che risale a tre anni fa. Mi trovavo con alcuni amici al rifugio Pesco Di Iorio, nel Parco nazionale d’Abruzzo, a 1.835 metri di quota, in un punto panoramico bello come pochi altri. Stavamo facendo una sosta con i nostri panini. Mi sono seduto su una panchina e a un certo punto ho visto la volpe. Per farla avvicinare ho dovuto convincerla un po’ con il cibo e le ho tirato del formaggio. Ha mangiato e dopo, incredibilmente, si è messa a giocare con me. Io la facevo saltare. Si capiva che era abituata alla presenza delle persone. A un certo punto, però, ha afferrato un pezzo di pane ed è andata via, forse da qualche parte aveva dei cuccioli».
Ha mai incontrato dei lupi?
«Ho avuto un'esperienza indiretta con questi splendidi animali una decina di anni fa, al rifugio Coppo dell'Orso, dove ci fermammo in sei a dormire dopo un'escursione. C'era molta neve e la mattina dopo il primo di noi che ha aperto la porta si è trovato davanti un branco di quattro lupi, di cui tre erano lupetti. Ci ha chiamati e siamo subito accorsi, ma non c'era fretta perché quelli sono rimasti a osservarci, a 20 metri di distanza, per lunghi minuti. Poi, con molta lentezza, si sono allontanati. Questo incontro mi è rimasto nel cuore. Coppo dell'Orso poi è un bel rifugio, ristrutturato da Michele Morisi, gestore della struttura da 36 anni, con 60mila euro dei fondi del Cai». (m.g.)
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