«Le compagnie petrolifere forniscono dati bugiardi»

Le associazioni ambientaliste mettono a disposizione di Comuni e Regione i risultati raccolti dalla loro commissione scientifica: «Lotteremo fino all’ultimo»
PESCARA. «Le compagnie petrolifere ci prendono per i fondelli: diffondono dati che non corrispondono alla verità. Dicono che il loro progetto è pulito, è sicuro, dà lavoro, quando invece non c’è assolutamente certezza di quanto sostengono, anzi i nostri dati confermano che è esattamente il contrario per quanto riguarda l’ambiente e la salute del mare e quindi dei cittadini». Dopo la maxi manifestazione di Lanciano (60mila presenze), le associazioni ambientaliste Fai, Italia Nostra, Legambiente, Marevivo e Wwf compiono un altro passo della protesta intrapresa contro le trivelle in Abruzzo mettendo a disposizione della Regione e delle comunità i contro-dati e la commissione tecnico-scientifica che li ha raccolti ed analizzati.
«Le società petrolifere hanno un unico obiettivo: estrarre petrolio e gas in una regione apparentemente facile come l’Abruzzo e arricchirsi sulla pelle degli abruzzesi», dicono i rappresentanti degli ambientalisti annunciando che la loro battaglia sarà portata a livello nazionale ed europeo. «Il governo ha già deciso di dire sì al progetto di Ombrina mare? Noi siamo dei visionari e andremo fino in fondo, diremo fino all’ultimo che progetti come Ombrina sono soltanto retaggi di un modello di sviluppo anacronistico e ormai insostenibile», afferna Luciano Di Tizio presidente Wwf Abruzzo. Accanto a lui i componenti della commissione scientifica: Francesco Brozzetti, Università s'Annunzio, geologo strutturale; Massimo Colonna, chimico; Piero Di Carlo, Centro di Eccellenza Cetemps Università dell'Aquila, fisico dell'atmosfera; Maria Rita D'Orsogna, California State University at Northridge, fisico; Loredana Pompilio, Università d'Annunzio, geochimico; Francesco Stoppa, Università d'Annunzio, vulcanologo, geochimico e poi fra gli altri Silvia Tauro di Legambiente e Paola Barbuscia di Marevivo.
Per le associazioni, se l’Italia dovesse dare il via libera alle trivelle, farebbe un clamoroso passo indietro nella lotta ai cambiamenti climatici. «Dai nostri dati emerge in modo chiaro come aumenterebbe il livello di acidità mettendo a rischio le coltivazioni», sostiene Massimo Colonna.
I contributi scientifici saranno raccolti in un dossier sulle criticità di Ombrina mare e le carenze del progetto presentato da Rockopper con l'obiettivo di fermare un piano «certamente complesso, ma presentato in maniera a dir poco superficiale». «I calcoli sono basati su ipotesi non supportate da dati meteorologici reali», elencano i tecnici, «rischio di subsidenza sottovalutato, carenza sulla descrizione dell'impianto dal punto di vista ingegneristico, possibile utilizzo di additivi dei fanghi e gluidi perforanti, senza spiegare l’impatto sulla vita marina, criticità legate alla gestione dei rifiuti prodotti dalle attività di perforazione e di desolforazione».
Alla Regione gli ambientalisti vogliono offrire tutti quei motivi scientifici per dire no al petrolio con tutti i mezzi a sua disposizione e rappresentare quindi con maggiore forza la volontà espressa nella manifestazione di Lanciano: «La Regione deve far valere le proprie scelte politiche di indirizzo sul tipo di sviluppo economico che intende perseguire e deve evitare di ripetere errori imperdonabili come quello di non aver inviato un proprio delegato per i lavori della Commissione Via presso il ministero dell'Ambiente».
Le associazioni ribadiscono la scelta in favore del Parco della Costa Teatina. E a chi, come il sindaco Marinelli di Pianella, si dichiara favorevole alle trivelle, rispondono: «Non c’è visione prospettica, non sanno quello che dicono. Il sindaco tuteli la salute dei suoi cittadini e l’olio di Pianella».
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