«Le regioni? Meglio macro in un’Europa più politica»

14 Maggio 2014

PESCARA. Doppia giornata abruzzese lunedì e ieri per il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa, candidato alle europee nella circoscrizione Sud con la lista Ncd-Udc (nella lista sono presenti i...

PESCARA. Doppia giornata abruzzese lunedì e ieri per il segretario nazionale dell’Udc Lorenzo Cesa, candidato alle europee nella circoscrizione Sud con la lista Ncd-Udc (nella lista sono presenti i simboli dei due partiti e il richiamo al Ppe).

Onorevole Cesa perché questa alleanza?

Le europee sono un test importante che si rifletterà sulla politica italiana e sul governo. Questa iniziativa della lista unica con l’Ncd nasce anche dalla preoccupazione di dare sostegno al governo».

Quindi l’alleanza con Ncd non si esaurirà con il 25 maggio?

«No, noi vogliamo dare continuità a questa esperienza e sicuramente dovremo formare gruppi unici alla Camera e al Senato. Vogliamo creare un contenitore unico che metta insieme l’area di centro non populista».

Teme l’ondata populista alle europee?

«Noto che si va avanti per slogan: “troppa burocrazia”, “poca solidarietà”...Sì, è anche vero, però non si può liquidare così l’Europa, che in questi decenni, non dimentichiamolo, è stata un grande fattore di pace, pur con tutti i limiti che possiamo riconoscerle. Piuttosto ci vuole più Europa dal punto di vista politico, come diceva De Gasperi: gli Stati Uniti d’Europa, con un esercito comune, una Bce sul modello della Fed e così via».

Lei è candidato per la circoscrizione Sud, non le sembra che si parli poco di Mezzogiorno?

«È vero, non è molto presente nel dibattito politico, eppure sono convinto che per fare uscire il Paese dalla crisi dobbiamo ripartire rilanciando il Sud».

La stagione delle riforme toccherà anche l’articolo V e le Regioni. Lei come le riformerebbe?

«Occorre un riordino generale delle istituzioni. Le Regioni vanno certamente riformate perché così come sono non possono andare avanti. Io vedo un sistema di macroregioni, cui attribuire poteri precisi, un sistema di aree metropolitane e soprattutto darei più peso ai Comuni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA