«Le terme cambiano: meno giorni, ma di lusso»

Vaccarella, general manager di Caramanico Terme: con la crisi del 2008 il settore ha perso clienti, ma la gente è disposta a spendere di più sul servizio
CARAMANICO. La crisi c'è, ma forse no. La stagione 2015 nella più importante stazione termale abruzzese porge il fianco a differenti interpretazioni, anche se operatori e Terme di Caramanico Spa prendono serenamente atto che negli anni il movimento turistico ha cambiato pelle.
Sono tramontati i tempi del soggiorno estivo lungo, fino a 20-25 giorni. E le cure termali possono non essere più la ragione principale per sostare a Caramanico, che da vent'anni a questa parte gode difatti di una posizione centrale, privilegiata, nel territorio del Parco nazionale della Maiella, di cui ospita anche un Centro visite.
Dopo l'exploit maturato lentamente dal secondo dopoguerra fino al boom economico con crescita ininterrotta fino al passaggio di millennio, ora si respira di nuovo aria di cambiamenti epocali.
Complici la facilità di viaggiare e lo frammentazione delle ferie lavorative nell'arco dell'anno, la nuova era ha fatto scoprire che indietro non si torna e l'offerta va ridisegnata su misura del turista del XXI secolo.
Il nuovo panorama lo descrive Enzo Vaccarella, general manager delle Terme di Caramanico che nella località termale conosciuta fin dal 1576 ha introdotto visioni e strategie nuove, talvolta rivoluzionarie.
Dottor Vaccarella cominciamo con i numeri di Caramanico.
«Le cifre aggiornate, più o meno stabili negli ultimi anni, parlano di circa 15mila turisti termali a stagione, cui vanno aggiunti gli accompagnatori a vario titolo, che possono essere familiari e amici. Per un movimento che ammonta a centinaia di migliaia di persone l'anno che arrivano da noi. Si stimava una volta che in tutto fossero circa 400mila distribuite nelle tre stagioni solari, con il picco ovviamente in estate. Prima della crisi i fruitori delle terme erano sicuramente di più».
Quanti?
«Negli anni a partire dalla crisi economica nazionale, intorno al 2008, si attestavano sui 20mila, quindi abbiamo avuto una perdita di un quarto. Ma questo non vuol dire affatto che il sistema-Caramanico sia del tutto in difficoltà, e anzi abbiamo motivo di ritenere che le prospettive sono tutt'altro che disprezzabili».
Perché?
«Per quanto si tratti della medesima tipologia di turista di una volta, cioè quelle persone che vengono da noi alla ricerca del benessere termale, si può dire che è in parte è cambiata la domanda. Il cliente delle terme e di conseguenza dell'albergo in cui sceglie di soggiornare intende sempre più trascorrere una vacanza in cui il contorno alle cure termali si presenti il più ricco possibile, per vivere un periodo di autentico relax tra benessere e natura, quella che Caramanico e il Parco offrono e per di più all'insegna di una invidiabile qualità. Si può tranquillamente affermare che è entrata nella domanda, e di conseguenza nell'offerta, quell'esigenza di relativo lusso che normalmente si ricollegava a una vacanza normale, tanto al mare quanto in montagna, ma non a un soggiorno termale. Ecco cosa è cambiato».
E le terme si sono adattate a queste nuove esigenze?
«E' stato molto più che un semplice aggiornamento, anzi le terme hanno indicato la strada da percorrere per cogliere le opportunità offerte dal cambiamento. Se è vero che le presenze si sono ridotte, fatturati e profitti conseguibili grazie alla gente disposta a spendere di più hanno almeno in parte tamponato la crisi.
Se gli albergatori sapranno adeguarsi al nuovo corso imposto dalla clientela c'è da pensare che Caramanico non solo terrà le sue posizioni, ma potrà anche rilanciarsi in grande stile. Noi stessi alle terme andiamo sempre più verso un concetto di parco termale, dove alle cure tradizionali si affiancano servizi nuovi centrati sul più ampio concetto di benessere. Così si sono poste le condizioni per allargare la base della clientela, e questo già in piena crisi».
Quale la strategia di adeguamento per alberghi e pensioni, le strutture che da sempre ospitano la maggior parte dei turisti, termali e non, che scelgono Caramanico per le vacanze?
«E' un salto di mentalità innanzitutto. Occorre passare dal concetto di vitto e alloggio in funzione di ospitalità riservata agli utenti delle terme e ai loro familiari, a una ricettività inquadrata in un ambito vacanziero nel senso più attuale del termine».
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