Legnini: sono contrario all’ergastolo ostativo

Il vice presidente del Csm in visita al carcere di Sulmona. La Bernardini: si è compiuto un miracolo
SULMONA. «Non ho nessuna difficoltà ad aggiungermi, perché ne sono convinto da tempo, a coloro che sono contrari, e anche io sono contrario, all'ergastolo ostativo. Lo dico perché penso che tutti, parlo da cittadino e non impegno la mia funzione, abbiano il diritto ad avere una speranza». Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini, intervenendo nel carcere di Sulmona alla premiazione dei detenuti che hanno contribuito, realizzando 21 dipinti, a raccogliere fondi per un villaggio africano del Togo. Il progetto “Il cuore oltre il muro” è promosso dalla Onlus “Fratello mio”, presieduta dal comico pescarese 'Nduccio.
Si parla di ergastolo ostativo quando a un detenuto condannato per reati gravi è negato l’accesso ai benefici e alle misure alternative al carcere come la semilibertà e la libertà condizionale..
I condannati per reati gravi, come ad esempio terrorismo, associazione mafiosa, sequestro a scopo di estorsione o associazione per traffico di stupefacenti, non possano usufruire di tali benefici nel caso in cui rifiutino di collaborare con la giustizia o qualora la loro collaborazione sia giudicata irrilevante.
Insieme a Legnini erano presenti l'esponente radicale Rita Bernardini (candidata a garante dei detenuti in Abruzzo), il direttore di Radio Radicale, Alessio Falconio, il sindaco di Sulmona, Peppino Ranalli, il presidente del tribunale di Sulmona, Giorgio Di Benedetto, il procuratore della Repubblica del tribunale di Sulmona, Giuseppe Bellelli.
«Dopo il capo del Dipartimento amministrativo penitenziario, che si pronunci anche il vicepresidente del Csm sull'abolizione dell'ergastolo ostativo mi sembra qualcosa di istituzionalmente molto importante», ha commentato la Bernardini a margine dell'incontro «È chiaro che Giovanni Legnini l'ha fatto a titolo personale, perché non può investire tutti gli altrii», ha proseguito Bernardini, «però ha un grande significato. Noi siamo fortemente impegnati in questa battaglia» conclude, «ho visto molta speranza, non solo tra i detenuti, ma anche tra il personale della polizia penitenziaria e soprattutto da parte del direttore: insomma, N'duccio ha fatto 'o miracolo».

