Libano, aperta la Porta Santa nella chiesa degli alpini

26 Dicembre 2015

Visita dell'arcivescovo militare alla base militare di Shama della missione Unifil, dove oggi è stato inaugurato anche il monumento ai Caduti con incisi i versi di "Natale '42", poesia scritta dal sottotenente Giuseppe Prisco

Aperta la Porta Santa della chiesa presente nella base militare di Shama, dove operano i militari italiani della Brigata Taurinense impegnati nella missione Unifil, tra cui gli alpini del 9° Battaglione L'Aquila. Si è conclusa così oggi la visita in Libano dell’arcivescovo ordinario militare per l'Italia monsignor Santo Marcianò, che ha trascorso la sera del Natale con i militari italiani impiegati nella missione Unifil.

[[(standard.Article) Il Natale degli alpini del Battaglione L'Aquila in Libano

Giunto a Shama, l'arcivescovo è stato accolto dall’Head of mission e force comander di Unifil, il generale di divisione Luciano Portolano e dal comandante del contingente Italiano, il generale Franco Federici. Il giorno seguente, a Santo Stefano, l’ordinario ha visitato le basi operative avanzate poste lungo la "Blue Line", dove ha incontrato i militari italiani a presidio dell'installazione sede del tripartito, scambiando con loro un augurio natalizio. Rientrato nella base “Millevoi” di Shama, ha celebrato, insieme al cappellano del contingente don Mauro Capello, la santa messa davanti a una chiesa gremita di peace-keepers di varia nazionalità e varie confessioni.

La funzione religiosa è stata preceduta dal rito di apertura della Porta Santa nella Chiesa della base di Shama come gesto simbolico che si inserisce nella anno Giubilare straordinario voluto da papa Francesco. A conclusione di una giornata intensa e ricca di significato, monsignor Marcianò, ha inaugurato e benedetto un monumento realizzato dagli  alpini della Brigata Taurinense, all’interno della base, a ricordo indelebile del sacrificio delle penne nere  abruzzesi del Battaglione alpini L’Aquila durante la battaglia di Selenyj–jar, in Russia. Il monumento porta  incisi i versi commoventi di “Natale 1942”, poesia scritta dal sottotenente Giuseppe Prisco, ufficiale del Battaglione alpini L’Aquila, uno dei soli tre ufficiali dell’unità  reduci della campagna di Russia.

A leggere i versi di Natale ‘42 è stato un giovane alpino del Battaglione L’Aquila, erede della tradizione alpina  della storica unità abruzzese che, commosso, ha ravvivato il ricordo delle migliaia di caduti in quell’inverno del 1942 a Selenyj-jar. I lavori di realizzazione del monumento, nella sede di Shama, hanno visto operare con entusiasmo e partecipazione molti caschi blu italiani del 9° Reggimento alpini,  che hanno dedicato il loro tempo libero e le pause dal servizio per preparare in tempo record la stele, con l’immancabile aiuto della sezione Ana Abruzzi, che ha donato al contingente nazionale il cappello alpino in bronzo, opera del maestro Massimo Della Morte.