«Limmari nel degrado, martiri dimenticati»

18 Agosto 2016

La protesta dell'Anpi al sindaco di Roccaraso e al presidente della Provincia dell'Aquila: lo stato di abbandono del luogo storico della Resistenza e dei casolari non ha giustificazione. Acerbo: dimenticata anche l'istituzione del Parco della Pace

In una nota l'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi), sezione di Pescara "Ettore Troilo", denuncia «il grave stato di abbandono dei Limmari di Pietransieri» e lancia un appello al sindaco di Roccaraso, al presidente della Provincia aquilana e ai vertici della Regione perché mettano fine al più presto «al degrado di uno dei luoghi storici della Resistenza al nazifascismo in Abruzzo».

[[(standard.Article) In quell’autunno di 70 anni fa 128 civili trucidati dai nazisti

«Il martirio dei 128 abitanti di Pietransieri per opera dei tedeschi il 21 novembre 1943 rischia di essere definitivamente cancellato dalla geografia fisica della Regione se non della memoria: lo stato di abbandono e di rovina dei casolari teatro dell'eccidio non trova nessuna giustificazione se non una colpevole incuria, una distratta superficialità e una nutrita dose di ignoranza storica - spiega l'Anpi - Il rispetto per il luoghi della memoria, specie per una tragedia come quella dei Limmari, una delle più gravi stragi nazifasciste in Italia, dovrebbe appartenere al dna di ogni abruzzese e invece ai Limmari ci sono solo rovi, sassi, crolli, sentieri, siepi, grovigli di ogni genere, oltre alla mancanza di una più elementare segnaletica, luoghi che dovrebbero invece essere sacri. Provate ad immaginare Sant'Anna di Stazzema, Boves o Marzabotto nelle stesse condizioni e provate ad indovinare quale potrebbero essere le reazioni della comunità civile di quei luoghi, mentre non basta affermare che il sacrario dentro Pietransieri è invece un buone condizioni. Ogni deduzione contraria, quale per esempio essere i casolari proprietà privata, non ha senso e valore quando si affrontano tragedia del genere, così come le valutazioni economiche addotte. Non si deve dimenticare, rimuovere una memoria del genere è criminale: la classe politica abruzzese si deve fare carico del recupero dei casolari luoghi dell'eccidio». Alla protesta dell'Anpi si è associato l'ex consigliere regionale Maurizio Acerbo che accusa come «L'eccidio di Pietransieri - 128 vittime, tra cui 60 donne e 34 bambini al di sotto di 10 anni - dovrebbe essere al centro della memoria e dell'identità della nostra comunità regionale. Ricordo che nel 2010 votammo in Consiglio regionale l'Istituzione del Parco regionale della Pace nella frazione di Pietransieri. Debbo constatare che a quella sacrosanta iniziativa non è seguita alcuna azione concreta da parte della precedente e dell'attuale giunta».