Luca, in un anno 11 giorni di lavoro

23 Giugno 2014

Anni di campagne di scavo, oggi vive facendo la guida turistica

«Scavare nei siti archeologici non significa fare buche a caso. C’è tutto un lavoro e una logica da seguire. Lo scavo archeologico deve ricostruire un contesto epocale e le storie delle persone che hanno vissuto in quel sito».

Luca Vacca, 33 anni a ottobre, parla da esperto. Nonostante la giovane età ha un curriculum ricco di titoli ed esperienze nel suo campo, quello della conservazione dei beni culturali.

Con le sue 2.500 ore di cantiere archeologico volontario e i mesi di assistenza per l'archeologia preventiva collezionate in dieci anni, è uno dei tanti precari che, per andare avanti, si reinventa e fa, tra le tante attività, la guida turistica all’Aquila. Luca ha una laurea in Conservazione dei Beni culturali, indirizzo Archeologico (a Perugia).

«In estate», racconta il giovane archeologo, «si andava sempre “in cantiere”, iniziavi a scavare nei siti archeologici, trascorrendo settimane con pala, piccone e secchio a “imparare un mestiere”, a disegnare e documentare tutto quello che portavi alla luce», racconta Vacca, «oppure dentro il magazzino di un museo a catalogare i reperti. Poi mi sono trasferito a Matera, dove ho trovato un ambiente scientificamente molto vivo. Durante la scuola di Specializzazione ho iniziato a lavorare, assunto da ditte e fortunatamente sempre assunto con contratto a progetto, ma con le qualifiche più disparate, dall'operaio manuale, all'impiegato con il Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle imprese edili».

Nel 2011 il giovane archeologo conclude il suo ciclo di formazione e decide di tornare all’Aquila «per mettere a disposizione della città le mie capacità e dare un contributo alla ricostruzione». Ma nonostante le migliaia di ore di cantiere archeologico e di scavi anche all’estero, come quello nel sito di un santuario gallo-romano di età imperiale in Francia, e nonostante i titoli collezionati, Vacca è riuscito a lavorare, nel 2012, soltanto un mese all'Aquila e uno in Calabria. Nel 2013 solo 11 giorni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA