«M5s, conformisti vestiti da ribelli»

28 Aprile 2015

Bracco, espulso dal movimento, si iscrive al gruppo misto

L’AQUILA. Leandro Bracco, il consigliere regionale eletto nel Movimento 5 stelle, si iscriverà oggi al gruppo misto dell’Emiciclo dopo l’espulsione decretata dagli attivisti, con la consueta procedura on line, per aver accettato la delega alla Cultura dal governatore Luciano D’Alfonso. «Resterò comunque all’opposizione», dice Bracco, «e continuerò a dare indietro il 65% dell'indennità mensile, pari a 6mila euro netti. Non li verserò però al fondo delle piccole e medie imprese che secondo me a livello regionale non ha futuro perché troppo piccolo, visto che a dicembre abbiamo dato indietro appena 133 mila euro. Creerò invece una mia onlus allo scopo di aiutare a livello alimentare e di beni di necessità coloro che sono in difficoltà». Bracco si dice amareggiato per la vicenda e soprattutto per non essere stato ascoltato da Casaleggio o dal direttorio romano. «Purtroppo nei 5 Stelle ci sono tantissimi conformisti travestiti da ribelli. Nel movimento fino a quando ti adegui come una pecora o un burattino sei uno statista, nel momento in cui ti fai qualche domande e fai prevalere coscienza critica, diventi un nemico da abbattere».

Si tratta della prima espulsione di un eletto in Abruzzo. Ci sono stati altri casi di dimissioni dal movimento, come quelle di Antonio Lucifero, uno degli attivisti della prima ora e fondatore del gruppo di Francavilla, o le dimissioni di Carlo Spatola Mayo da consigliere comunale di Spoltore, dopo essere stato criticato dai pentastellati per aver deciso di votare alle elezioni provinciali del 12 ottobre scorso, votazioni sgradite al movimento. Per il consigliere Domenico Pettinari «nel Movimento 5 Stelle chi sbaglia paga, non c'è spazio per chi viola i regolamenti e i cittadini dovrebbero essere orgogliosi del fatto che per la prima volta in Italia c'è un movimento che agisce così. È una garanzia che solo M5s può vantare».