«Ma oggi i mezzi in commercio sono molto affidabili
LANCIANO. «Il livello di sicurezza dei trattori di oggi è altissimo. Sta agli operatori utilizzarli con prudenza e accortezza». Marino Patricelli lavora con il padre Mario nella ditta di famiglia...
LANCIANO. «Il livello di sicurezza dei trattori di oggi è altissimo. Sta agli operatori utilizzarli con prudenza e accortezza». Marino Patricelli lavora con il padre Mario nella ditta di famiglia che da oltre 40 anni commercia in macchine agricole.
Quanto è cambiato il settore in termini di sicurezza?
«Tantissimo: oggi ci sono telai di protezione, cinture di sicurezza, interruttori sia per la fase dell’avviamento sia per l’innesto della presa di forza, ovvero quella che fa girare l’attrezzo, fresa o trincia che sia. Ad esempio se l’operatore spegne il trattore e lascia, per dimenticanza, la presa inserita, quando va a riaccenderlo il mezzo non parte. E anche le macchine più datate devono, per legge, essere messe a norma montando archi di protezione e cinture di sicurezza».
A volte, però, questi dispositivi non vengono attivati.
«E’ vero, ma ci sono colture che non lo permettono. Come fa, ad esempio, un operatore a entrare in un vigneto a tendone col roll bar alzato?».
E’ cambiato anche l’approccio dell’imprenditore nel momento dell’acquisto?
«Il cliente chiede un trattore sicuro. E’ consapevole e rassicurato dal fatto che sta acquistando un mezzo che ha tante cose in più a garanzia della propria sicurezza rispetto a 20-30 anni fa».
E allora perché ancora così tanti incidenti?
«A volte gli operatori si sentono troppo sicuri. L’agricoltore nella propria campagna è passato cento volte a bordo del proprio mezzo agricolo, ma l’ennesima volta può essere quella fatale: dipende anche dal momento. Se ha piovuto molto, ad esempio, il terreno può cedere sotto il trattore».
Stefania Sorge
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