«Ma troppe strutture sono inadatte ai disabili»

1 Giugno 2015

PESCARA. «Mai avremmo pensato che si arrivasse al paradosso che gli animali avessero più diritti e dignità delle persone. Siamo all’assurdo: i nostri animali domestici potranno andare in spiaggia e...

PESCARA. «Mai avremmo pensato che si arrivasse al paradosso che gli animali avessero più diritti e dignità delle persone. Siamo all’assurdo: i nostri animali domestici potranno andare in spiaggia e in acqua, mentre noi, in carrozzina, li guarderemo dal marciapiede, perché oltre alle due spiagge pubbliche accessibili che da anni sono state istituite a Montesilvano, non esistono altre città costiere che hanno spiagge attrezzate e senza barriere». E' quanto denuncia l'associazione Carrozzine Determinate Abruzzo, che da anni si batte per i diritti delle persone con disabilità. La polemica riguarda la legge regionale 19 del 2014 “Norme per l'accesso alle spiagge degli animali da affezione”, varata dal Governo Chiodi. Ormai in vigore, la norma prevede che i Comuni costieri abruzzesi individuino i tratti di spiaggia in cui potranno accedere gli animali domestici. «L'anno scorso», ricorda il presidente dell'associazione, Claudio Ferrante, «avevamo protestato duramente, non per vietare l’utilizzo della spiaggia pubblica agli animali, ma per consentire agli esseri umani, cioè alle persone con disabilità titolari di diritti inviolabili, di poter accedere alle spiagge pubbliche. Avevamo chiesto al governatore Gianni Chiodi di modificare, integrare o istituire una nuova legge anche per gli esseri umani, ma ad oggi nulla è stato fatto».

«Nei mesi scorsi», sottolinea Ferrante, «abbiamo concordato insieme alla Regione Abruzzo, in particolare con l’assessore ai Lavori pubblici, Donato Di Matteo, di dichiarare guerra alle barriere architettoniche e sono stati approvati importanti provvedimenti che vanno nella direzione stabilita. La guerra alle barriere architettoniche si fa senza se e senza ma, la legge Chiodi, però, ha eretto delle vere e proprie barriere culturali, mettendo al primo posto gli animali e all’ultimo le persone con disabilità».

«Con tutto il rispetto che si possa avere per gli animali e per il lavoro importante che svolgono per gli stessi disabili», osserva Ferrante, «una società civile degna di tale nome, non può comportarsi in questo modo. Facciamo fatica persino a lanciare un appello, ma se la politica vuole riconquistare un briciolo di credibilità modifichi subito questa legge e consenta alle persone che hanno già sofferto abbastanza di godere di quei diritti inviolabili», conclude il presidente di Carrozzine Determinate, auspicando l'arrivo di una norma che obblighi i comuni a dotarsi di una spiaggia pubblica senza barriere. (l.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA