“Mai sola”, ecco la App contro la violenza sulle donne
PESCARA. Si chiama “Mai sola”, perché la donna «è sola nel mondo di violenza in cui vive», ed è consultabile online all'indirizzo maisola.crabruzzo.it la Web App ideata dalla Commissione Pari...
PESCARA. Si chiama “Mai sola”, perché la donna «è sola nel mondo di violenza in cui vive», ed è consultabile online all'indirizzo maisola.crabruzzo.it la Web App ideata dalla Commissione Pari Opportunità (Cpo) della Regione con l'obiettivo di offrire un punto di riferimento alle donne vittime di violenza e di dare informazioni. L’applicazione è stata presentata in occasione della firma del protocollo tra Regione, Miur e Cpo il cui obiettivo è promuovere buone prassi nelle scuole per far si che negli istituti sia affrontato in modo concreto il tema della violenza di genere. Alla firma, hanno preso parte, fra gli altri, l'assessore regionale alle Pari opportunità, Marinella Sclocco, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale per l'Abruzzo, Ernesto Pellecchia, la presidente Cpo Gemma Andreini, il presidente dell'Ordine regionale dei giornalisti Stefano Pallotta, e il presidente del Corecom, Filippo Lucci. L’assessore ha anche annunciato il il bando di concorso «Vorrei #unmondosenzaviolenza». «Non è vero», afferma la Sclocco, «che sia stata raggiunta una piena parità di genere e che le cose per le donne siano cambiate dentro la società. Purtroppo le donne sono quelle più disoccupate, le più brave a scuola ma alle quali si apre più tardi l'ingresso sul mercato del lavoro, le più sottopagate. Ognuno di noi sia garante delle donne e si attrezzi per riconoscere le forme di violenza che in oltre il 75% si annida nella famiglia».
Per questo il nuovo portale, accessibile da qualsiasi dispositivo internet, è dedicato ad approfondire la comprensione del fenomeno della violenza di genere, a conoscere i propri diritti e a trovare i servizi antiviolenza attivi nella regione. «È uno strumento utilie per le donne e non solo», commenta Andreini, «attraverso l'App comunichiamo alle donne i dipi di violenza e facciamo conoscere loro tutti i centri antiviolenza e i punti di ascolto che possono contribuire a contrastare il fenomeno».

