Maiella-Morrone, blitz ad Alanno ma i dati mancano

ALANNO. Sono dovuti arrivare i carabinieri ieri mattina in Comune per risolvere un caso che malgrado tutto, può avere degli strascichi. Tutto ruota intorno allo scandalo che avvolge la gestione dell’...
ALANNO. Sono dovuti arrivare i carabinieri ieri mattina in Comune per risolvere un caso che malgrado tutto, può avere degli strascichi.
Tutto ruota intorno allo scandalo che avvolge la gestione dell’azienda “Maiella e Morrone”, società per la gestione dei servizi sociali (famiglia, disabili, immigrati, anziani, ecc.), costituita dalla Comunità Montana Maiella e Morrone (ente gestore) e dai Comuni dell’ambito sociale n.35.
L’azienda ha accumulato debiti per milioni di euro, e i suoi 70 dipendenti non ricevono lo stipendio da un anno. Chi ha provocato la montagna di debiti? E come è stato possibile che per anni nessuno si fosse accorto della situazione?
Un caso di cui Il Centro si è già occupato e sul quale il consigliere regionale M5S Leandro Bracco ha deciso di fare chiarezza. Così, Bracco – salito alla ribalta delle cronache per aver accettato, sia pure da consigliere della minoranza, la delega a Cultura e creatività dal governatore Luciano D’Alfonso – ha presentato una richiesta di accesso agli atti a tutti i Comuni che fanno parte della società “in house”. Dopo trenta giorni, dall’ufficio protocollo di Alanno sono però arrivati documenti facilmente rintracciabili sul sito, non quelli effettivamente richiesti. Di qui il blitz, direttamente in Comune.
Alle ore 10, Bracco e due suoi assistenti fanno il loro ingresso all’ufficio protocollo retto da Livia Di Giuseppe, prossima alla pensione e che è anche referente dell’ufficio Servizi sociali. E’ lei la persona giusta?
Ci siamo anche noi del Centro: accoglienza gelida, con i toni che si alzano (complice anche l’effetto -rimbombo dei soffitti alti) e che richiamano l’attenzione della segretaria comunale Patrizia Di Matteo e del sindaco Vincenzo De Melis.
La discussione si sposta nell’ufficio di quest’ultimo da dove di lì a poco la signora Di Giuseppe va via perché «mi sento male». «I documenti, richiesti a norma di legge, ci sono o no?», insiste Bracco. Il sindaco De Melis cerca di stemperare gli animi. La segretaria spiega che, secondo lei, i documenti vanno richiesti all’azienda. «Perché, il Comune non li ha mai avuti?», è la domanda che le viene rivolta. La risposta è un “non so”, “probabilmente”, mentre il sindaco fa cenno di no con la testa.
Si diffonde il convincimento che il Comune di Alanno abbia pagato per anni l’azienda senza informarsi su quali (e come) servizi fossero svolti. Il ragioniere, chiamato dal sindaco, consegna un foglio dal quale si evince che il Comune ha sborsato circa 46mila euro nel 2014. «E negli anni passati?» Viene fatta una ricerca. De Melis dice di avere una riunione in prefettura.
Alle 12, anziché i dati, arrivano i carabinieri. Qualcuno del Comune li ha chiamati perché c’era qualcuno che sbraitava. Niente paura. I dati saltano fuori dopo un’ora: dal 2003 al 2014 il Comune di Alanno ha pagato alla Maiella e Morrone 455mila euro. Ma non è chiaro per che cosa. La richiesta di Bracco resta inevasa: il Comune in teoria sarebbe già passibile di denuncia. Gli altri sono avvisati...(a.mo.)
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