Manicomi giudiziari Regione in ritardo sullo smantellamento
Quattro mesi di tempo per studiare progetti alternativi Sirolli (Stop Opg): «No alla Rems di Ripa Teatina»
L’AQUILA. «L’Abruzzo è fermo sulla questione degli Opg». Da ieri, in attuazione della legge 81, sono definitivamente chiusi gli ospedali psichiatrici giudiziari. Non ci saranno più ingressi e dovrà essere avviato un programma di dimissione dei pazienti ancora ospitati. Secondo il comitato Stop Opg, a cui ha aderito anche la Cgil dell’Aquila, la nostra regione è in ritardo, come altre in Italia, e starebbe anche utilizzando in maniera sbagliata i fondi a disposizione. Ci sono 120 giorni di tempo per attivare progetti alternativi, compresi percorsi di riabilitazione e reinserimento dei cosiddetti internati.
«L’Abruzzo è in sofferenza rispetto al problema della salute mentale», ha spiegato Alessandro Sirolli, referente del comitato Stop Opg, «e pur avendo bisogno di fondi per attuare la legge 81, sta impiegando i 4,8 milioni trasferiti dallo Stato per abbattere e ricostruire la Rems, la residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, di Ripa Teatina, che però sarà pronta solo nel 2018. Nel frattempo, la Rems provvisoria di Guardiagrele è bloccata, visto che si attende il pronunciamento del Tar sulla sospensiva, rinviato al 24 maggio. E non ci sono atti ufficiali neanche sulle dimissioni dei pazienti “dimissibili” dall’Opg di Aversa». Le strutture sanitarie sorvegliate dovrebbero accogliere nelle regioni di appartenenza i pazienti psichiatrici che hanno commesso reati, internati finora negli ospedali psichiatrici giudiziari. L’Abruzzo ne dovrebbe ospitare 13, di cui 5 sono stati già giudicati dimissibili. Per gli altri 9 va valutato il grado di pericolosità sociale. Sirolli, ex direttore del Centro diurno psichiatrico dell'Aquila, sta attuando la staffetta del digiuno, per richiamare l’attenzione delle istituzioni: alla forma di protesta hanno partecipato ieri anche Umberto Trasatti, segretario provinciale della Cgil, e Loretta Del Papa, della segreteria Spi-Cgil. Insieme hanno ribadito la contrarietà alla politica messa in atto dalla Regione – avviata dalla giunta Chiodi e proseguita con D’Alfonso – che prevede la costruzione della Rems di Ripa Teatina: «Le risorse dovrebbero invece essere indirizzate ai servizi pubblici già esistenti», secondo Sirolli, «che vanno sostenuti e riqualificati. Per alcuni pazienti possono essere attivate misure di sicurezza, come la libertà vigilata, in alternativa all’internamento».
Romana Scopano
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