Marchio doc al pastore abruzzese

23 Marzo 2019

Dopo la Regione anche il governo lo riconosce come patrimonio culturale

L’AQUILA. Il cane pastore abruzzese è patrimonio culturale. La notizia, molto attesa è motivo di vanto per l’intera regione Abruzzo; dopo la legge regionale, infatti, anche il governo concede il proprio benestare al riconoscimento del cane pastore abruzzese come patrimonio culturale.
La legge era stata presentata per la prima volta nel mese di luglio dell’anno scorso e poi successivamente approvata ad agosto.
Finalmente quindi un riconoscimento molto importante per questo meraviglioso cane: «La Regione Abruzzo riconosce il cane bianco italiano da custodia delle greggi, così come trasmesso dalla civiltà pastorale abruzzese, unico e inconfondibile, parte integrante del proprio patrimonio culturale con il nome di “cane da pecora abruzzese” o “mastino abruzzese”».
Concetto ribadito anche dal secondo comma: «Il cane bianco italiano da custodia delle greggi, capolavoro della collettiva e plurimillenaria opera di selezione genetica delle genti della montagna abruzzese, è stato ed è elemento insostituibile nell’attività armentaria ecocompatibile della tradizione pastorale abruzzese».
Citato e decantato già in età romana da Catone, Columella, Varrone e Palladio, il canis pastoralis o pequarius (“pecoraio”) dal pelo bianco ha continuato a svolgere indisturbato le sue mansioni di guardiano di greggi nel corso dei secoli, senza mai allontanarsi dall'appennino centro-meridionale dove aveva fatto specie a sé.
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