Mare e fiumi, l’Abruzzo impari la lezione dell’estate

Gli ambientalisti del Forum invitano la Regione a modificare radicalmente il Piano di tutela delle acque: «Inquinamento e salmonella non sono un caso...»
PESCARA. La “lezione” di questa estate, con tutti i problemi legati ai divieti di balneazione e alla scarsa qualità delle acque marine della regione e la presenza di salmonella nei fiumi, sembrano non essere serviti, tanto che il Forum abruzzese dei Movimenti per l'acqua torna a lanciare l'allarme, sottolineando che «la risorsa idrica, in Abruzzo, è in grande pericolo sia per quantità che per qualità».
E nel giorno in cui il Piano di Tutela delle acque arriva nuovamente in Regione, gli ambientalisti chiedono «un'azione radicale e non certo l'approvazione di questo Piano, che è del tutto inaccettabile senza modifiche».
Ieri è infatti partito l'esame del Piano in seconda Commissione consiliare e il presidente Pierpaolo Pietrucci «ha dato la disponibilità a discutere modifiche in extremis», rivelano Augusto De Sanctis e Loredana Di Paola del Forum Acqua, auspicando che «l'intero consiglio regionale abbia un atteggiamento di apertura senza il quale il futuro dell'acqua in Abruzzo non sarà roseo».
Diverse, secondo gli attivisti, le criticità presenti, che da anni vengono segnalate, inutilmente, ai funzionari della Regione: assenza di norme sull’inquinamento da idrocarburi e sull'interazione tra grandi infrastrutture come il metanodotto Snam e le aree di elevato valore idrogeologico; le deroghe richieste fino al 2027 per la qualità dei fiumi; l'aver ignorato del tutto la questione dei cambiamenti climatici e della necessaria strategia di adattamento; il “Deflusso minimo vitale” irrisorio e il suo impatto sul raggiungimento dello stato “buono” della qualità dei fiumi.
De Sanctis e Di Paola sottolineano che oggi queste criticità «stanno scoppiando» con problemi alla balneazione, deriva petrolifera incontrollata, cambiamenti climatici, divieti di irrigazione e di pesca alle vongole per la presenza di salmonella. «L'unica strada percorribile, per la quale ci sentiamo di impegnarci», dicono, «è quella di procedere in poche settimane ad alcune limitate, ma qualificanti modifiche delle norme tecniche di attuazione del Piano».
Quali sono le proposte del Forum? Innanzitutto l’introduzione di una norma di tutela dalla deriva petrolifera/metanodotti, poi la riduzione dei tempi e della quantità di deroghe richiesti «perché rimandare al 2027 è inaccettabile». «Poi», aggiungono, «occorre prevedere una norma sull'adattamento ai cambiamenti climatici che renda prioritari gli interventi di risanamento e di progressiva rinaturalizzazione dei corsi d'acqua; infine, il cosiddetto Deflusso minimo vitale deve essere aumentato di molto rispetto ai valori calcolati nel Piano».
Lorenzo Dolce
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