Marsilio sulla legge impugnata dal governo: rilievi marginali, già risolti

5 Giugno 2020

Ma il presidente della Regione attacca: grave è l'aver contestato il provvedimento contro la "mafia dei pascoli"

L'AQUILA. «La parte che il governo ha impugnato della legge regionale numero 9 comprende in gran parte aspetti marginali e già risolti: le coperture per il microcredito sono state assicurate riprogrammando con delibera di giunta i fondi europei, le norme per i Comuni (in particolare, quelli delle zone rosse) sono state superate e assorbite nella legge 10 di recente approvazione».

Ad  affermarlo è il presidente della giunta regionale d'Abruzzo, Marco Marsilio. «Quanto alla norma sulla cosiddetta "pace legale"» ha aggiunto «è ora di finirla con relazioni e bugie: nessuno intende regalare alcunché, tantomeno farlo alla sanità privata. La norma contiene precise ed esplicite clausole a salvaguardia dell'interesse pubblico e degli equilibri di bilancio. Le transazioni che eventualmente verranno accolte devono convenire anche alla Regione oltre che al proponente, e possono essere erogate solo rispettando l'equilibrio di bilancio. Peraltro, sono dipartimenti e Avvocatura a fare l'istruttoria e a sottoporre alla giunta una motivata risposta alle richieste, non i partiti o la politica. E nell'accogliere le proposte devono spiegare e dimostrare il beneficio per la Regione, che può consistere ad esempio nell'evitare di coltivare cause con precedenti casi di soccombenza e aggravio di costi per spese legali e interessi. Ritengo, invece, grave aver impugnato una norma coraggiosa e innovativa come quella approvata per combattere la cosiddetta "mafia dei pascoli"» osserva Marsilio, «su questo tema, porteremo il caso a livello nazionale ed europeo. Il governo dica quali interessi vuole difendere, invece di aiutare le Regioni a respingere queste pratiche perverse»