Maternità, D’Alfonso cerca un punto di intesa

15 Aprile 2015

«Sono convinto che insieme si possa migliorare». Paolucci minacciato da alcuni dimostranti. Approvata una risoluzione per l’ospedale di Atessa

L'AQUILA. Fuori dall'Emiciclo, i comitati civici, i rappresentanti dei comuni di Atessa e altri paesi dell'entroterra Sangro-Vastese, e poi infermieri, pensionati, professori e studenti gli uni affianco agli altri. Dentro all'aula del consiglio regionale, tanta tensione fra i banchi. Non solo i punti nascita prossimi alla chiusura da difendere: è in nome di tutta la sanità abruzzese e in particolare dei servizi indispensabili nei piccoli paesi lontani dai presidi ospedalieri e sprovvisiti di vie di comunicazione efficienti, che ieri mattina sono arrivati nel capoluogo abruzzese tante persone a protestare. Un paio di pullman e decine di auto private per almeno 300 cittadini che con fischietti, striscioni, fumogeni, un paio di piccole bombe carta hanno urlato il loro «diritto a essere curati».

Tra loro, anche Nicola Cicchitti, sindaco di Atessa (città a rischio perdita del reparto di Chirurgia dell’ospedale San Camillo De Lellis), e il suo presidente del consiglio, Clemente Di Giacomo. Proteste fuori, tensione dentro l'aula consiliare nella giornata. Tensione che si è allentata quando il presidente Luciano D'Alfonso ha fatto un passo avanti verso le richieste di opposizioni e cittadini su punti nascita. «Sono un Giano Bifronte», ha detto riferendosi al suo duplice ruolo di presidente della giunta «sensibilissimo alle proteste» e di commissario ad acta della sanità, chiamato a rispettare l'obbligo del piano di rientro sanitario. «Siamo davanti a due risoluzioni approvate in consiglio regionale che costituiranno l'indirizzo per la condotta della Regione, accanto alla quale c'è l'ufficio commissariale. Io dovrò trovare», ha detto pesando le parole nell'aula già sulle spine, «una condotta che tenga conto di questo e del vincolo che mi viene dal piano di rientro. Lavoriamoci insieme, sono convinto che si possa fare qualche millimetro di miglioramento». Parole che hanno avuto l'effetto temporaneo di calmare gli animi e mettere in posizione di attesa il consiglio. D'Alfonso ha poi informato che l'assessore alla Sanità, Silvio Paolucci si è rivolto, a tal fine, all'Agenas nazionale. L’assessore, tra l’altro, a margine del consiglio è stato oggetto di contestazioni particolarmente accese fino a sfiorare la minaccia da parte di alcuni dimostranti (nessuno dei quali però è stato denunciato), tali da spingere il collega Pierpaolo Pietrucci a esprimergli pubblica solidarietà: «Mai in nessun caso la violenza può sostituire il confronto e la discussione delle idee».

Nel corso della seduta, poi, il consiglio ha approvato una risoluzione, che vede come primi firmatari i consiglieri di maggioranza Mario Olivieri (Abruzzo civico) e Alessio Monaco (Regione facile) e il consigliere di opposizione Mauro Febbo, che impegna il presidente della giunta a riaprire il tavolo delle trattative con il Comune, la Asl e la Regione, per definire il futuro del presidio ospedaliero della città di Atessa «entro e non oltre il prossimo 20 aprile». Via libera anche alla risoluzione contro Ombrina Mare, in cui si chiede a D’Alfonso di attivarsi per accelerare la conclusione della perimetrazione del nascente Parco nazionale della Costa Teatina, oltre a intervenire nei confronti dei ministeri competenti per bloccare i decreti di compatibilità ambientale sia per Ombrina Mare, sia per Elsa 2. Nel documento si invita anche il governo nazionale a reintrodurre il limite delle 12 miglia dalla costa per l’insediamento di impianti petroliferi.

Marianna Gianforte

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