Mazzocca imputato chiede i danni all'Aca e annuncia: "Restituisco la delega sull'acqua"

Il sottosegretario alla presidenza del consiglio si sfoga duramente a pochi giorni dal rinvio a giudizio per la vicenda delle bollette dell'acqua
PESCARA. L'ira funesta del pelide Mazzocca si abbatte sull'Aca. A pochi giorni dal rinvio a giudizio, per la vicenda delle bollette dell'acqua per 23 mila euro e dei presunti favoritismi sui pagamenti da parte della Soget, ipotizzati dalla procura di Pescara, il sottosegretario alla presidenza del consiglio, con delega peraltro al servizio idrico integrato, annuncia una citazione per danni nei confronti dell'azienda consortile acquedottistica e di rimettere, nelle mani del governatore D'Alfonso, la sua delega all'acqua. Mazzocca ha tenuto una conferenza stampa che si è subito trasformata in uno sfogo rabbioso non contro la magistratura ma verso la parte offesa. E' stato un crescendo rossiniano culminato con la frase: "Ritengo l'Aca responsabile di un'ingiustia nei miei confronti che ha cagionato a me e alla mia famiglia un danno materiale e immateriale". Mazzocca si riferisce non all'attuale ma alla passata gestione dell'azienda consortile. E per sostenere la sua tesi difensiva ha prodotto documenti. Atti riferiti a un lavandino di una garage a Caramanico, in disuso da vent'anni, e a una bolletta di 19mila euro del 2011 in cui, ha detto, già era evidente la presenza di una rottura e di una mega perdita che andava avanti da sette anni. Ma non è servito a nulla. Né a fermare l'ingiunzione e il pignoramento né il rinvio a giudizio, nonostante il pagamento a rate di oltre 23mila euro per quella maxi bolletta. "Questa storia", ha concluso Mazzocca, "ha inciso sulla mia attività amministrativa, togliendomi la tranquillità nel lavoro e in famiglia".
@RIPRODUZIONE RISERVATA

