Medici di famiglia, eletto Petrucci

14 Febbraio 2023

È il nuovo segretario regionale, succede a Pagano che diventa il presidente

CHIETI. È Mauro Petrucci il nuovo segretario regionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale). L’ex sindaco di Ripa Teatina e segretario provinciale di Chieti è stato eletto dai rappresentanti dei direttivi delle quattro province, dopo la relazione del segretario uscente Franco Pagano sulle trattative e rapporti del sindacato con la parte pubblica regionale, in particolare sulle criticità e le difficoltà ancora irrisolte, sono entrati nel vivo della discussione dell’ordine del giorno.
Dopo un confronto franco e sereno si è concordato di presentare e sostenere una candidatura unitaria che ha visto designare Petrucci alla carica di regionale. Segretario vicario è stata designata Valentina Antonacci, segretaria provinciale di Teramo, mentre vice segretari Vito Albano e Guido Cerolini Forlini, rispettivamente segretari provinciali dell’Aquila e di Pescara. Infine, alla carica di tesoriere è stato confermato il dottor Mario Costanzo. Subito dopo l’elezione avvenuta per acclamazione è stato nominato presidente regionale Franco Pagano e si è costituita anche la delegazione che parteciperà alle trattative per il rinnovo del nuovo accordo integrativo regionale (Air) che vedrà il neo segretario Petrucci affiancato dai vice Antonacci e Albano.
«Il rinnovo», fanno sapere dalla segreteria regionale Fimmg, «avviene in un momento particolarmente delicato per la sanità nazionale, in generale, e regionale in particolare. Ci si trova infatti alla vigilia di un cambiamento epocale, forse il più importante dall’istituzione del servizio sanitario nazionale, in cui si dovrà ridisegnare tutto il sistema delle cure primarie e territoriali e, dopo oltre due anni di crisi per la pandemia, risolvere i problemi della carenza dei medici, dell’invecchiamento della popolazione, dell’aumento notevole delle patologie croniche a più alto impatto economico, dello spopolamento delle aree interne sempre più prive di medici, delle liste di attesa, della non più sostenibile mobilità passiva, del notevole afflusso, spesso improprio, ai pronto soccorso. L’aspetto più importante e delicato sarà la corretta applicazione e declinazione territoriale delle risorse e opportunità date dal Piano nazionale di ripresa e resilienza».