NOTE DI POPOLO

Melozzi in Tv. Un viaggio tra gli studenti per cantare l’Abruzzo

15 Giugno 2026

Il Maestro teramano torna questa sera su Rete8 con un racconto “on the road”.

Tante tappe per un dialogo tra le generazioni dedicato alla musica popolare

PESCARA

Gli occhiali scuri, giganti, squadrati. La cresta immancabile, strutturata, imponente, un marchio di fabbrica. E poi la chitarra sotto braccio, l’aria rilassata mentre suona oppure canta seduto a terra accompagnato, alle sue spalle, da fiumane di bambini in tenuta bianca. Un autografo sulla t-shirt, una risata scambiata prima o dopo un’esibizione e poi il filo rosso, tra tutte queste immagini, nel movimento di una macchina che dalla costa dei trabocchi si sposta in lungo e in largo e arriva tra i paesaggi del teramano, o dal centro di Pescara alla provincia aquilana. Questa sera su Rete8 alle 21 arriva Viaggio nelle scuole con Enrico Melozzi, il nuovo reportage del Maestro teramano diretto da Walter Nanni - e in studio il dialogo con il direttore di Rete8, Carmine Perantuono, e il caporedattore del Centro, Domenico Ranieri.

Perché forse esiste un modo diverso di raccontare la musica ai bambini, per tradizione allontanati da quest’arte a colpi di flauto, e per scoprirlo, non si poteva non scomodare chi da anni è diventato il simbolo di una divulgazione musicale pop, frenetica, anarchica, punk. Melozzi ha non soltanto gli strumenti e la forza ma anche e sopratutto l’autorevolezza per portare a casa questa missione tra gioco e divulgazione, bussando alle porte delle scuole e portando con sé un patrimonio ricchissimo e la voglia di raccontarlo fuori dagli schemi rigidi della lezione frontale. Un originale reportage “on the road”, quello di Melozzi e Nanni, che si muove tra le strade del territorio, protagonista assoluto di un’avventura – tutta televisiva – annunciata proprio dalla redazione del Centro lo scorso aprile e che promette di riscrivere il racconto musicale con un linguaggio diretto, autentico, mai visto prima.

Otto tappe, distribuite tra Teramo, Pescara, Chieti, Giulianova, Orsogna, Villa Santa Maria e Castelvecchio Subequo, insieme alle visite all’interno dell’ospedale di Pescara e all’Anffas di Chieti e tanti giorni di riprese e di lavoro in cui questo “Viaggio” si è andato a dipanare, da nord a sud dell’Abruzzo, tra costa e aree interne, documentando gli incontri con centinaia di ragazzi delle scuole elementari e medie, con il Maestro teramano accolto dai dirigenti scolastici, dagli insegnanti, dagli studenti e dalle famiglie e, ogni volta, abbracciato dal loro entusiasmo. «Ovunque abbiamo percepito curiosità, partecipazione e un forte desiderio di riscoprire e valorizzare le proprie radici», spiega il regista e autore Walter Nanni, lodando «un lavoro molto impegnativo ma estremamente gratificante».

Insomma, non solo grandi palchi – quello di Sanremo, il più noto legato al Maestro teramano – ed eventi di risonanza nazionale, ma anche lo sguardo locale che cerca il dialogo con i più piccoli, perché tra i giovanissimi studenti incontrati, c’è anche il futuro della scena musicale abruzzese. Ma non chiamateli semplicemente incontri: il viaggio di Melozzi, promettere Nanni, è un «passaggio di testimone tra le generazioni», con i ragazzi che ascoltano, cantano, suonano, si emozionano e scoprono, giocando, l’enorme ricchezza del patrimonio popolare abruzzese, da “Vola vola” a “Campagnola bella”, fra tradizione e riletture originali, cavalli di battaglia del padre della Notte dei serpenti. Il reportage, realizzato da Media Dream Film e prodotto da Rete 8, in collaborazione con Esa Energia, ha visto il lavoro di un grande team che da Samuele Sergij Di Conza e Matteo Angelo, che hanno curato le immagini, a Roberto Furlone per le riprese aeree, arriva fino all’attenta regia e al montaggio di Nanni che sottolinea, nella fase di lavorazione, l’impegno per valorizzare «sia il messaggio culturale dell’iniziativa sia il patrimonio umano e paesaggistico dell’Abruzzo. Lavorare accanto a Enrico Melozzi è stato particolarmente stimolante».

«La sua capacità di dialogare con i giovani, di trasmettere passione e di rendere attuale la tradizione popolare rappresenta qualcosa di raro e prezioso. Attraverso questo reportage», conclude il regista, «abbiamo cercato di raccontare non soltanto un viaggio nelle scuole, ma un viaggio nell’identità stessa dell’Abruzzo, nelle sue tradizioni, nella sua musica e nel legame che unisce passato e futuro», e il risultato finale, garantisce il regista, è «uno dei lavori più significativi, dal punto di vista della comunicazione televisiva, che ho avuto il privilegio di realizzare».