«Mercato in ripresa, ma c’è tanto da fare»

Parlano due pionieri della vela: i nostri clienti? Sono perlopiù già esperti. E i porti vanno smilitarizzati
ALABA ADRIATICA. Torni a casa che oltre ad aver visto stupendi paesaggi, hai imparato ad affrontare il clima e vivere il mare prendendo il vento giusto con le vele e con il timone. E’ questo ma anche tanto altro la vacanza in barca a vela, un servizio charter in costante sviluppo lungo la costa teramana. Ma che ancora rappresenta un mercato turistico di “nicchia” e non solo per motivi economici, visto che si possono scegliere infinite combinazioni tra cui il viaggio di un giorno solo a 50 o 60 euro.
«La gente è diffidente verso il mare: ha paura dell’acqua, nonostante gli infiniti controlli e la grande sicurezza delle imbarcazioni usate per la vela d’altura. Chi affronta questa paura, già dopo poche ore di navigazione si calma e si allinea al ritmo del mare e della natura», spiega Carlo Dezi, commerciante tortoretano tra i soci di Idra II, una barca a vela di 14 metri ormeggiata a Giulianova. Secondo Dezi manca una cultura del mare, soprattutto nel Teramano: «I bambini fin da piccoli dovrebbero imparare uno sport acquatico come la vela. Poi bisognerebbe realizzare più strutture dedicate e “smilitarizzare” i porti: in Croazia, per esempio, con la barca arrivi ad attraccare a pochi metri dalle bancarelle del mercato».
E’ questa distanza tra l’uomo e il mare, per Dezi, a far sì che tra i cinque o sei ospiti che Idra II trasporta nei suoi viaggi settimanali tra le coste pugliesi, croate e le isole greche, vi siano soprattutto turisti di fuori già esperti o appassionati del mare.
Simile il cliente-tipo di Ivo Olivieri, architetto albense tra i pionieri della vela d’altura nel teramano, che con la sua Juno di 16 metri, più “sportiva” e “spartana”, offre addirittura, per chi vuole, una vera e propria scuola, che comincia mesi prima con lezioni “a terra” a Giulianova e finisce poi con l’affrontare le reali situazioni di navigazione in giro per l’Adriatico e lo Ionio: «I miei ospiti sono soprattutto del luogo, ma comunque già appassionati di vela ed interessati a fare esperienza diretta della navigazione». Un settore, questo, che comunque non è stato risparmiato dalla crisi: «In questi anni almeno il 30% di calo nelle prenotazioni, ma nel 2015, grazie anche al clima favorevole, si vede una ripresa», spiega a riguardo Olivieri.
Luca Tomassoni
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