Mercatone Uno L’ira dei lavoratori si sposta in piazza

Sit in di protesta a Pescara davanti alla sede della Regione Proposta del Pd per istituire un fondo per le crisi aziendali
PESCARA. Si sentono abbandonati dalle istituzioni i 108 lavoratori abruzzesi del Mercatone Uno, che ieri mattina hanno manifestato sotto la sede della Regione, a Pescara, per chiedere che la politica dia seguito agli impegni e mantenga le promesse.
A riceverli c’erano solo i dirigenti regionali, circostanza che ha alimentato rabbia e delusione negli ex dipendenti dei punti vendita di Pineto, Colonnella e San Giovanni Teatino, licenziati il 24 maggio con un sma dopo il crac della Shernon Holding, la società che aveva rilevato il gruppo solo 9 mesi prima.
A manifestare solidarietà c’erano i consiglieri regionali del Pd Silvio Paolucci, Antonio Blasioli e Dino Pepe. «Tante promesse, nessun aiuto», hanno detto i lavoratori, annunciando che lunedì prossimo saranno all’Aquila, alle 16, per un incontro tecnico in Regione. In totale sono 1.860 gli addetti dei 55 punti vendita italiani che hanno perso il lavoro.
«Abbiamo deciso di fare un sit in», ha detto Fabio Benintendi (Cisl Abruzzo-Molise), «poiché a seguito dell’incontro avuto in Regione, a giugno, nonostante i solleciti, a tutt’oggi non abbiamo avuto alcun riscontro. Abbiamo ribadito la gravità della situazione in cui versano i dipendenti, ormai da mesi senza reddito, e abbiamo fatto presente che così come sta accadendo in altre Regioni, ci attendiamo anche qui dei provvedimenti mirati per attenuare il disagio di queste persone, nonché un coordinamento rispetto ad altri interventi che potrebbero essere assicurati da banche ed enti locali in cui i dipendenti risiedono. Infine abbiamo ricordato la necessità che anche dall’Abruzzo si sollecitino i nuovi commissari ad avviare il confronto a livello nazionale per cercare di dare una prospettiva all’azienda».
Dall’incontro di lunedì i lavoratori aspettano risposte concrete, e in base all’esito valuteranno il da farsi. Il 24, invece, a Roma si terrà una nuova manifestazione indetta dai sindacati.
Nel frattempo il Pd, assieme agli altri gruppi di centro sinistra, sta lavorando per la presentazione di un testo unico sul lavoro. Una legge organica, ha spiegato il capogruppo Paolucci, che prevede da una parte interventi di politica attiva del lavoro, dall’altra strumenti di sostegno per chi si ritroverà improvvisamente fuori dal mondo produttivo. Nel testo anche la previsione di un fondo al quale attingere per dare una boccata di ossigeno a chi resta senza lavoro, magari con un mutuo da pagare, in attesa che vengano attivati gli ammortizzatori sociali. Un testo che ricalca quelli già presentati in Emilia Romagna e Puglia. «Dopo un mese e mezza dall’incontro fra i sindacati e l’assessore Febbo, i lavoratori abruzzesi di Mercatone Uno non hanno ricevuto alcuna risposta, alcuna rassicurazione e, soprattutto, nessun aiuto concreto. La Regione», dicono Paolucci, Blasioli e Pepe, «ha il dovere di agire subito per tutelare le famiglie di questi dipendenti in difficoltà, ma deve anche prevedere misure strutturali affinché nessuno si trovi più a dover vivere un simile dramma a seguito della perdita del lavoro per una crisi industriale. È inaccettabile che non fosse presente alla riunione con i sindacati neanche un esponente politico della giunta Marsilio. Ed è inaccettabile che il tavolo nazionale del ministro Di Maio, non abbia ancora prodotto un solo atto utile a tutelare i lavoratori. Ricordiamo che in Abruzzo la crisi di Mercatone Uno vede coinvolti 108 dipendenti, e coloro che risiedono nelle province di Teramo e Pescara, al contrario di Chieti, non hanno ricevuto ancora il Tfr, un loro diritto, che gli permetterebbe di tirare una boccata di ossigeno».
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