Micoperi, l’oil tira ma in Messico «Qui, blueconomy»

PESCARA. Blueconomy ed eolico in Italia e oil&gas all’estero: si consolidano in questa direzione le scelte operative e strategiche di Micoperi spa, azienda ravennate che ha sede operativa al...
PESCARA. Blueconomy ed eolico in Italia e oil&gas all’estero: si consolidano in questa direzione le scelte operative e strategiche di Micoperi spa, azienda ravennate che ha sede operativa al porto di Ortona.
La società del patron Silvio Bartolotti, specializzata nell’ingegneria e nella installazione di strutture offshore e tubazioni sottomarine, nota anche per aver raddrizzato la Concordia all’isola del Giglio, si è aggiudicata una commessa da 220 milioni di dollari in Messico.
Dopo i lavori eseguiti negli anni 2014 e 2015, che hanno visto installare tubazioni di grosso diametro, la compagnia petrolifera messicana Pemex ha voluto confermare la sua fiducia nelle capacità operative di Micoperi con il contratto di 220 milioni di dollari, distribuito nei prossimi tre anni, per la manutenzione delle piattaforme esistenti. Ne ha dato l'annuncio Fabio Bartolotti, vice presidente Micoperi, che da due anni si è trasferito a Città del Messico con la famiglia e che vede grandi opportunità per l'arrivo in Messico di altre compagnie petrolifere straniere, compresa l’italiana Eni.
Per Micoperi – che quest’anno compie 70 anni di attività e il cui obiettivo a tempo debito resta la quotazione in Borsa – si tratta di una commessa importante dopo il crollo del 58% del fatturato 2015 (da 400 a 170 milioni di ricavi) e tagli al numero dei dipendenti (da 1800 a 900).
La commessa in Messico dovrebbe costituire il primo segnale di una ripresa attesa da Micoperi tra Mediterraneo, Centro America e West Africa con ripercussioni positive evidentemente anche per la base operativa di Ortona.
E per quanto riguarda il referendum del 17 aprile sulle Trivelle, Silvio Bartolotti ha detto al Sole 24 Ore: «E’ diventato una mera bagarre politica, un tema strategico per lo sviluppo di un Paese, come lo sfruttamento delle sue risorse naturali, non può essere lasciato in balìa di un referendum». (a.mo.)
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