Abruzzo

Minori e violenza, il procuratore Mancini: «Sì alla repressione, ma serve più educazione»

5 Giugno 2026

Il procuratore della Repubblica del tribunale per i minorenni dell'Aquila, David Mancini, ha partecipato a un dibattito a Giulianova

GIULIANOVA. Scuola, istituzioni e magistratura si interrogano sulle radici del disagio e della violenza tra i minori. Il Liceo 'Marie Curie' di Giulianova, in provincia di Teramo, ha ospitato il dibattito 'Aggressività giovanile: giudizio o comprensione', promosso dalla neonata Commissione pari opportunità studentesca in collaborazione con la Provincia di Teramo e la Cpo dell'Ente, all'interno del progetto 'Ti Ri-Conosco'. Un tema scelto direttamente studenti alla luce di recenti fatti di cronaca locale, l'aggressione a un docente a Nereto e i casi di cyberpornografia tra quattordicenni.

"Ormai sono anni che trattiamo reati gravi commessi da minori - ha detto il procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila, David Mancini -, ma finché l'approccio rimarrà occasionale e meramente repressivo, continueremo a registrare questi episodi. C'è la necessità assoluta di rimettere al centro l'aspetto educativo e preventivo, riconsiderando il modo in cui istituzioni e comunità degli adulti interagiscono con i ragazzi'.

Una richiesta di ascolto rilanciata dal presidente della Cpo studentesca del 'Curie', Gabriel Deli Lorga, che ha ripercorso drammatici casi di cronaca: "Non vogliamo essere una generazione che si divide tra carnefici e giudici, ma la generazione che rompe il ciclo della violenza attraverso la consapevolezza. Il rispetto deve diventare l'unica via possibile". Al confronto, arricchito dai saluti della dirigente scolastica Silvia Recchiuti, hanno partecipato relatori in rappresentanza di Questura, Prefettura, Asl e associazioni locali. In chiusura, la presidente della Cpo della Provincia, Erika Angelini, ha sottolineato il valore sociale dell'organismo: "Uno strumento gestito dai ragazzi per far crescere l'ascolto e le relazioni reali, uscendo finalmente dalla gabbia dello smartphone".