Monsignor Bruno Forte presenta il Sinodo: "Accoglienza su gay e divorziati risposati"

L'arcivescovo di Chieti-Vasto, segretario speciale delle assemblee del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, illustra il documento "Instrumentum laboris" che ammette le seconde nozze, le coppie gay non coniugate e assistenza per i nonni
ROMA. È intitolato “Instrumentum laboris” ed è il testo che guiderà il sinodo straordinario sulla famiglia che si terrà nel mese di ottobre. Il documento è stato presentato da Bruno Forte, l’arcivescovo metropolita della città di Chieti-Vasto dal 2004 e segretario speciale delle assemblee del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia. un passaggio molto delicato per la chiesa che affronta il tema dell'ammissione delle seconde nozze in chiesa per i divorziati, dell'apertura alle coppie gay purché non sposate e dell'assistenza per i nonni.
Un lavoro difficile in particolare sul punto 52, che ha causato diverse discordie. Monsignor Forte sostiene che i divorziati risposati stanno vivendo una “convivenza irreversibile”, nonostante la richiesta di poter ricevere comunque la comunione, e attraverso un “itinerario di riconciliazione o via penitenziale, sotto l'autorità del vescovo” sarà possibile “maturare una valutazione per poter far uso della potestà di legare e di sciogliere in modo adeguato alla situazione”. Una buona notizia, quindi, per le coppie che vivono questo delicato periodo a cui saranno concessi i sacramenti previsti dalla liturgia cristiana. Un’altra importante novità sarà quella di ammettere le seconde nozze senza discutere “l'ideale della monogamia assoluta, ovvero dell'unicità del matrimonio”.
Un altro punto discusso nel sinodo sarà quello riguardante le coppie gay che in ogni caso "non possono essere equiparate al matrimonio tra uomo e donna senza negare le problematiche morali”, ma devono essere considerate persone “indipendentemente dalla propria tendenza sessuale”. Per questo, spiega Forte, devono essere rispettati sia nella Chiesa sia nella società . Il vescovo teatino spera che “i progetti pastorali diocesani riservino una specifica attenzione all'accompagnamento delle famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale”. Da sottolineare il rifiuto per i matrimoni gay, non escludendo le coppie omosessuali dalla società religiosa e civile. Le opinioni sui transgender e la maternità surrogata, invece, rimangono invariate rimarcando l’idea basilare cristiana che "l'educazione di un figlio deve basarsi sulla differenza sessuale, così come la procreazione”.
Il sinodo intitolato “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo” affronta anche temi sociali quali la garanzia del lavoro, il mantenimento dei figli e i nonni che "costituiscono un vero e proprio macigno che pesa sulla vita familiare” e invita a considerare la necessità di una sussistenza per i vedovi e un’assistenza per i migranti lontani dal loro nucleo familiare.
Il documento "Instrumentum laboris", presenta anche un vasto paragrafo sulla condizione femminile occidentale sottolineando “un ripensamento dei compiti dei coniugi nella loro reciprocità e nella comune responsabilità verso la vita familiare”. Sulla procreazione la chiesa, contraria alla fecondazione assistita, esorta all’adozione "in cui il figlio è voluto talvolta per se stessi e in qualsiasi modo, come fosse un prolungamento dei propri desideri". L’arcivescovo Forte, inoltre, ha insistito sulla questione dell’aborto dichiarando “il rifiuto radicale a forme abortive e un richiamo ai principi di umanità dell'atto, messi in luce dall'Humanae Vitae, che è molto di più di quello che viene fatto passare e la Chiesa si rende conto che la genitorialità responsabile è una strada ammissibile".

