Montepulciano 100% L’idea per battere gli imbottigliatori

Pasetti vuole una Docg per blindare la tipologia “riserva” perché molto del nostro vino viene lavorato fuori regione
PESCARA. Un seminario di Coldiretti sulla vitivinicoltura è presto diventato il palcoscenico per una proposta che ha riscaldato qualche animo, e qualche altro ha fatto sussultare, nel mondo del vino abruzzese. Domenico Pasetti, presidente regionale di Coldiretti, ha infatti lanciato l'idea di una nuova docg in regione, quella del Montepulciano d'Abruzzo Riserva. «Ci lamentiamo del fatto che gran parte del Montepulciano viene imbottigliato fuori regione e venduto per il mondo a prezzi bassissimi, un'espropriazione di valore aggiunto per i nostri produttori» ha esordito Pasetti. «Senza considerare i dubbi sulla possibilità, nei vari passaggi, di una manipolazione del prodotto. Da ciò scaturisce l'esigenza di poter imbottigliare il nostro Montepulciano solo in Abruzzo, per mantenere sotto controllo tutta la filiera e fare in modo che questo prodotto sia tutto certificato e garantito».
Il problema sorge dal fatto che il disciplinare della doc Montepulciano d'Abruzzo, che prevede l'imbottigliamento fuori regione, per essere modificato richiede una soglia di rappresentatività elevata, rappresentatività che detengono anche gli imbottigliatori di fuori regione, detentori di quantitativi di imbottigliato ben superiore a quello interno.
Quindi, secondo Pasetti, è difficile che si possa avallare un ridimensionamento dei confini dell'imbottigliamento. «Una soluzione potrebbe essere perciò quella di elevare a docg la nostra tipologia “riserva”, prevedendo un disciplinare apposito, senza nuocere così alle realtà consolidate, ma dando la possibilità di certificare un prodotto Montepulciano come abruzzese al 100%, nella speranza di migliorare l'immagine e i prezzi di questo vino».
La proposta sta per essere inoltrata formalmente al Consorzio di Tutela, soggetto preposto ad avanzare la richiesta di costituzione di una docg, nonché alla Regione Abruzzo. «Mi sembra poco opportuno non discuterne insieme, prima di lanciare una proposta come questa» commenta Tonino Verna, presidente del Consorzio di Tutela «anche perché da due o tre mesi il Consorzio è impegnato in incontri con i gruppi di ricerca per rivalutare i disciplinari di alcune doc e Igt abruzzesi, anche alla luce delle preoccupazioni dei produttori. E siccome questo Consorzio non sta a dormire, tutte le proposte verrano prese in considerazione e valutate di conseguenza».
Una valutazione che dovrebbe trasformarsi in una discussione ampia, dal momento che già fioccano pareri discordanti che, però, sono sempre più consci delle criticità che vive sul mercato l'immagine qualitativa del nostro Montepulciano. «Creare una docg che limiti l’imbottigliamento all’area di produzione rappresenterebbe un importante passo avanti in termini di diritto all’informazione del consumatore finale» commenta Marina Cvetic Masciarelli «tuttavia non va dimenticato che l’economia regionale del vino non è fatta solo di imbottigliato e le esigenze delle aziende necessitano di essere conciliate con quelle dei produttori dell’indotto delle cooperative». Chiara Ciavolich concorda pienamente con Pasetti: «All'estero non faccio altro che scontrarmi con Montepulciano venduto a prezzi ridicoli da imbottigliatori di fuori regione e la cosa peggiore è che molto spesso queste bottiglie sono vendute proprio nella categoria “riserva”! A New York si comprano a 7 dollari l'una». Avanza dei dubbi invece Luigi Cataldi Madonna. «Capisco l'intenzione di Pasetti, ma si rischia di creare un Montepulciano a due velocità e non credo sia il messaggio da dare al consumatore. Credo invece che bisogna insistere sulla localizzazione, sulla suddivisione in sottozone che è stata fatta ma non valorizzata». «Tutti i Montepulciano di qualità dovrebbero essere contemplati nelle sottozone e nelle docg» afferma infine Alessandro Nicodemi, presidente del consorzio che tutela la docg Colline Teramane. «I dati parlano di 8 bottiglie su 10 commercializzate da aziende non abruzzesi. A fronte di questa perdita di identità, concordo con Pasetti e ben vengano altre docg in regione, perché può essere un valore aggiunto anche sul mercato, per tutti noi, poter offrire più prodotti diversamente denominati, certificati e garantiti».
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