Montorio alle urne per il super circuito del Gran Sasso

15 Maggio 2015

Dopo 6 anni è tutto fermo, la nuova amministrazione ha rimesso in discussione il progetto e indetto un referendum

MONTORIO. Partito come un progetto “pronta consegna chiavi in mano”, presentato al pubblico nel maggio del 2009, quello della realizzazione dell’Autodromo del Gran Sasso nel comune di Montorio al Vomano figura tra le grandi opere incompiute. Un progetto da 30 milioni di euro spalmato su una superficie di 52 ettari pensato per ospitare i test di Formula 1, Moto Gp, le gare di Superbike e Formula 3000. Ma anche un circuito, quello della frazione di San Mauro (che sorge a 3 km da Montorio), pensato per ospitare corsi di guida sicura, competizioni ciclistiche e podistiche, concerti e manifestazioni. 4.205 metri complessivi di lunghezza con una pendenza massima in salita del 9,4% e dell’8,3% in discesa, con 13 curve. Una lunghezza del rettilineo della pit lane di 830 metri sui quali si potrebbe arrivare a superare i 300 chilometri orari di velocità. Un tracciato, quello di Montorio, per il quale il pool di esperti che lo ha disegnato, guidati dall’ingegnere Adamo Leonzio, ha previsto dei saliscendi e delle varianti che riproducono alcune curve dei vari impianti del Circus della Formula 1 e del Moto Gp. Tutto intorno centinaia di alberi come barriera antirumore. Un investimento di milioni di euro che per l’ideatore del progetto Mario Petrarca, supportato all’inizio dai soci Carlo Toma, Massimo e Davide Ciprietti, Romeo Panetta, Mario De Dominicis, Domenico e Luigi Savini e dalla Publi Rotorcinque, porterà benefici per tutto l’Abruzzo. Sul fronte finanziario ci sono già due milioni e 400mila euro di capitale sociale versato, altri due milioni e 300mila euro saranno sottoscritti in caso di approvazione da parte del consiglio comunale; 5 milioni dovrebbero arrivare dal credito Iva e 18 milioni da un mutuo del credito sportivo che avrebbe già dato in via preliminare un parere favorevole. E poi ci sarebbero i pareri favorevoli della commissione impianti del Coni e della Federazione motoristica italiana. Mentre la società “Autodromo San Mauro srl”, che già detiene oltre la metà dei terreni, potrebbe chiedere la costituzione di un Consorzio edificatorio e contestualmente gli espropri della restante parte del terreno necessario per costruire il circuito. Espropri che verranno pagati dalla società, anche in caso di contenzioso, mentre il Comune farà solo da garante della procedura, come pattuito sotto l’Amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Di Giambattista, che aveva appoggiato l’opera e che aveva dato il via libera nel febbraio del 2014, alla variante al piano regolatore generale che modificava la vocazione dell'area da zona agricola a zona edificabile. Sembrava questo il si definitivo per la realizzazione di un’opera, diventata cavallo di battaglia per il Pd locale nel corso dell’accesa campagna elettorale montoriese, ma che invece a distanza di un anno ristagna ancora nell’incertezza dopo la decisione dell’attuale amministrazione di indire un referendum consultivo per il prossimo 14 giugno, così come preannunciato in campagna elettorale. Il referendum sarà a “quorum zero”, cioè senza alcun numero minimo di votanti. Una scelta questa criticata dal comitato per la difesa del territorio di San Mauro “Anima Verde”, contrario insieme al Movimento 5 Stelle locale, alla realizzazione dell’opera, che lascerebbe troppa discrezionalità agli amministratori nell'interpretazione del risultato, fornendo poche certezze a comitati e cittadini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA