Morte di Conti, la Procura indaga per istigazione al suicidio

Reato ipotizzato per poter acquisire documenti informatici e tabulati delle telefonate. Il procuratore di Perugia: "Mai visto depresso, e non mi ha mai parlato di Rigopiano"
SULMONA. Istigazione al suicidio. Eè il reato ipotizzato dalla Procura di Sulmona nell'inchiesta sulla morte di Guido Conti, il generale dei carabinieri forestali che secondo quanto è stato finora accertato, si è tolto la vita venerdì nelle campagne di Pacentro. La titolare dell'inchiesta, la sostituta Anna Scarsella, acquisirà - si è appreso - i documenti informatici e telefonici. L'apertura del fascicolo da parte della procura di Sulmona risponde anche ad esigenze tecniche di indagine per procedere agli accertamenti.
«Guido Conti non mi ha mai parlato delle problematiche di Rigopiano. Non l'ho mai visto depresso, piuttosto pieno di entusiasmo per il nuovo lavoro che stava iniziando»: il procuratore della Repubblica di Perugia Luigi De Ficchy parlato così dell'ex generale dei carabinieri forestali suicidatosi . L'ufficiale aveva infatti a lungo guidato il comando regionale Umbria. «Un professionista e un investigatore di livello eccellente ma anche una persona piena di qualità e di umanità» lo definisce ora il magistrato. Il procuratore prova un «dispiacere immenso» per la scomparsa di Conti. «È una grave perdita - sottolinea -, provo grande dolore per quello che è successo perché se n'è andato un uomo di valore oltre che un grande amico. Il suo gesto è inspiegabile». De Ficchy ricorda che l'ex generale «aveva ricevuto un incarico importante che non viene proposto a tutti, proprio perché era un grande conoscitore di norme e problematiche tecniche».

