Negri Sud, è proprio finita: tutti a casa

14 Marzo 2015

Ore 13,15: via alla liquidazione. Ai dipendenti chiesto di smagnetizzare i badge e di andarsene via con i loro scatoloni

SANTA MARIA IMBARO. Nemmeno il tempo di recuperare gli oggetti personali da scaffali e cassetti. La notizia dell'avvio della procedura di liquidazione dell'istituto di ricerca farmacologica Mario Negri Sud è arrivata brutale e inaspettata come una coltellata. Alle 13 la telefonata di convocazione a tutti i dipendenti per l'incontro con i commissari liquidatori nominati dal presidente del tribunale di Chieti e alle 13,15 la riunione in istituto. I circa 50 dipendenti che ieri si trovavano nella sede del centro di ricerche, nonostante da tempo si vociferasse dell'epilogo del Negri Sud divorato da quasi 9milioni di euro di debiti, non riuscivano a credere ai propri occhi e orecchie.

Nel giro di pochi minuti è stato chiesto loro di smagnetizzare i loro badge, di ritirare tutti gli effetti personali accumulati in decenni di ricerca, lavoro, vita ed esperienze, e di togliersi, letteralmente, i camici. Una fine ingloriosa e umiliante che nessuno osava immaginare. Erano rimasti in meno di un centinaio al Negri Sud. Ricercatori, borsisti, cococo che non si rassegnavano a lasciare microscopi e scrivanie e che da 18 mesi andavano a lavorare senza stipendio. Si era partiti con 240 dipendenti negli anni '80. Giovani ricercatori attinti dalle menti più brillanti d'Italia e d'Europa. Persone che parlano fluentemente più di una lingua, che scrivono pubblicazioni scientifiche in inglese per le più importanti riviste internazionali di settore, che studiano molecole, cellule tumorali, malattie croniche e rare, scienze ambientali e che, per circa cento di loro, da oltre un anno non possono mettere insieme il pranzo con la cena. Molti di loro sono sposati, hanno figli, si sono radicati in Abruzzo. Hanno rappresentato per anni l'eccellenza nel campo scientifico e della ricerca, ma oggi sono tra gli ultimi nella regione dei parchi e del Montepulciano. Una terra matrigna, che li ha prima illusi e poi dimenticati in un turbinio di passerelle politiche, promesse, accordi firmati, patti strategici, sedute di consigli provinciale e regionale.

Un capitale umano coltivato in 27 anni di attività scientifica di enorme valore che da ieri risulta completamente disperso. Persone che si ritrovano a 30, 40 e 50 anni troppo giovani per andare in pensione, troppo vecchi per ricominciare tutto daccapo e troppo qualificati per un lavoro di ripiego. I commissari liquidatori Carlo Fimiani, Valentina Luise e Giordano Albanese hanno ora 15 giorni di tempo per effettuare l'inventario di tutto quello che c'è nell'istituto. Macchinari, strumentazioni, provette, faldoni. Chi tra i ricercatori da oggi vorrà entrare a recuperare effetti personali o a terminare una ricerca potrà farlo solo dietro richiesta circostanziata ai liquidatori. Qualcuno vocifera che siano state cambiate in quattro e quattr'otto anche le serrature. L’ ennesimo schiaffo tra i tanti ricevuti dal 2009, anno di dichiarazione della crisi. Il commissario straordinario Luciano Fratocchi che assieme ai sub commissari Gianfranco Attili e Fausto Zulli è arrivato a novembre a studiare la situazione finanziaria della Fondazione per evitare la liquidazione, si è lasciato sfuggire che ci sarebbero diverse manifestazioni di interesse per la struttura. Ma oggi è il tempo dell'amarezza. Il cancello del Negri Sud si chiude per sempre su quello che l'istituto era stato e che non sarà più.

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