Nel cuore del Gran Sasso il superfreddo che blocca i neutrini / VIDEO

Via all'esperimento dell'Istituto nazionale di Fisica nucleare che può spiegare fenomeni che ancora non vengono capiti
L'AQUILA. «Una tonnellata di rivelatori sospesa dentro il "frigorifero" più freddo mai realizzato per contenere una quantità significativa di materia, a una temperatura pochissimo distante dallo zero assoluto». Così il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Fernando Ferroni, ha descritto l'esperimento Cuore (Cryogenic underground observatory for rare events), inaugurato nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso (Lngs). Nato da una collaborazione tra università e centri di ricerca italiani e statunitensi, l'esperimento si basa sul «metro cubo più freddo dell'universo». Allo zero assoluto Kelvin (-273 gradi Celsius), l'unica temperatura alla quale si possono fermare anche i neutrini e quindi studiarli.
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Superati i primi test, durati due mesi, l'esperimento è pronto a funzionare per i prossimi cinque anni anni. Il suo obiettivo, ha spiegato il responsabile scientifico dell'esperimento Cuore, Oliviero Cremonesi, è risolvere «un mistero che dura da 80 anni, ossia se una particella possa essere uguale alla sua antiparticella, come posto da Ettore Majorana. Questo per il neutrino può essere possibile e aprire, quindi prospettive di comprensione di fenomeni che ancora non capiamo».
Lingotto della Galea romana. Entrare idealmente all'interno dell'esperimento è come immergersi in un grande cuore di ghiaccio costituito da 19 torri contenenti 988 cristalli di ossido di tellurio, uno dei pochi isotopi in grado di generare – spiegano i tecnici – il doppio decadimento beta. All'interno del rivelatore è stato posizionato uno scudo protettivo realizzato con la fusione di lingotti di piombo recuperati da una nave romana, una Galea, affondata oltre 2mila anni fa al largo delle coste della Sardegna. Il piombo contiene un isotopo figlio della radioattività naturale, che ha una vita media di 22 anni. Ma l'esperimento, assicurano, lavora in condizioni di estrema purezza e bassissima radioattività.

